Rubriche - Il Papero nel pallone

A volte ci capita di incontrare persone antipatiche per le più svariate ragioni. Man mano che poi le conosciamo, questa antipatia si affievolisce mentre con altre no. Addirittura l'antipatia diventa quasi insopportabile, proprio quando non riusciamo a darcene una ragione: perchè? Ci sono delle cose di Noi stessi che non ci piacciono: che non abbiamo mai accettato; possono essere fisiche, oppure caratteriali. Specialmente per i 'difetti caratteriali' è difficile che ci si renda conto quanto possano, nel tempo avere pregiudicato il nostro benessere, la nostra felicità, anzi, con il tempo, questi difetti abbiamo tentato di scordarceli, di non farci caso.

Se la cosa è possibile a livello conscio, del super-Io, non è possibile a livello incoscio e quando particolari emozioni ( o in questo caso incontri) ce li ricordano, o quando dormiamo e il nostro cervello è a contatto con il nostro io allora quelle caratteristiche che socialmente chiamiamo difetti torneranno a galla. Ecco allora che una persona che ci è profondamente ed inspiegabilmente antipatica magari perchè arrogante può farci del bene, in quanto potremo mettere in discussione la nostra arroganza e 'lavorarci', cioè smussarla, cercando di farla diventare più sopportabile per chi ci è vicino.

Il pezzo di questa settimana, potrebbe trasformarsi in una seduta di analisi, per chi prova una istintiva e insopprimibile antipatia per il nostro mister, Massimo Ficcadenti. A questo proposito, Cesena potrebbe costituire quest'anno un eccellente, quanto originale, laboratorio di psicologia sociale.

Scopriamo da queste prime righe ad esempio, che i difetti che non sopportiamo nel prossimo, sono i nostri che incosciamente rimuoviamo. Chi definisce ad esempio Ficcadenti un arrogante dunque, nella vita di tutti i giorni pratica soprusi nei confronti dei propri dipendenti sul lavoro? O non si ferma per far attraversare le vecchiette agli attraversamenti pedonali? Oppure ancora, salta le file alla Posta?, o peggio ancora, pratica la terribile usanza del "bunga bunga" con la propria consorte? E' uno spunto su cui riflettere tutti quanti, e magari farsi un piccolo esamino di coscienza.

Uno dei fondamenti della psicologia sociale è costituito dal concetto di atteggiamento, che si riferisce all'insieme di predisposizioni, sentimenti, opinioni e informazioni sulle persone e sulle cose che gli individui incontrano sul loro cammino quotidiano.
L'antipatia si evidenzia, non solo con l'uso di gesti o di linguaggi platealmente offensivi, ma anche attraverso i comportamenti non verbali, come gli sguardi, l'orientamento del corpo e così via e viene prodotta, spesso da fattori superficiali, come abbigliamento, gestualità, difetti fisici (pettinatura, n.d.p.), maniere personali che evidentemente colpiscono negativamente l'individuo, ma anche da macro fattori come lo stile di vita, le pratiche religiose, le scelte politiche, il tipo di alimentazione, il modulo di gioco (n.d.p.).
Possono risultare antipatici gli individui per alcune caratteristiche come la scarsa amichevolezza, quelli che si confidano troppo poco, ma anche quelli che si confidano eccessivamente.

Queste nozioni di psicologia spicciola, e riflessioni semi-serie, pongono però l'attenzione su un fenomeno singolare e reale, a cui stiamo assistendo quest'anno a Cesena. La tifoseria si sta spaccando (tanto per cambiare), in due nette fazioni, quasi militanti, alla stregua di Guelfi e Ghibellini, in una sorta di guerra di religione, tra ficcadentiani Ortodossi e anti-ficcadentiani, che chiameremo ovviamente Protestanti.
La cosa di per sè, non sarebbe neanche tanto singolare -ogni tifoseria si divide regolarmente tra pro e contro allenatore, presidente, o giocatore- senonchè, queste fazioni si stanno radicalizzando sulle loro posizioni, a prescindere ormai dai risultati sportivi, ma sulla base appunto di sensazioni istintuali, di pelle, studiate appunto dalla scienza della psicologia sociale.

Ad onor del vero, questa radicalizzazione è peculiarità soprattutto della fazione avversa all'allenatore bianconero. La quale fazione, per perorare la propria causa, è arrivata ultimanente a mio avviso, a stravolgere la realtà delle cose, con affermazioni quantomeno ardite, da parte di alcuni esponenti più estremisti.
Negli ultimi tempi infatti, la rosa del Cesena, secondo asserzioni di qualcuno dei succitati esponenti, da candidata numero uno al posto occupato attualmente dal Bari, è diventata una rosa da zona centrale della classifica, con ambizioni europee, ovviamente se fosse nelle mani di un allenatore capace.. anzi di un allenatore!
Perchè questi esponenti più estremisti sono convinti che, loro stessi in panchina, onesti artigiani del legno, imprenditori edili, operatori ecologici, rivenditori di sanitari, gestori di sale giochi, potrebbero portare questa squadra a quegli obiettivi che più le competono, appunto una medio-alta classifica, sui livelli di Fiorentina e Genoa per intendersi.

I Protestanti annoverano poi, oltre alla sez.-Commisari Tecnici, la sez.-resistenti civili; i cui esponenti sarebbero disposti, a fronte di una riconferma di Ficcadenti per il prossimo anno, a non rinnovare l'abbonamento, magari dopo 20 o 30 anni di ininterrotta sottoscrizione. Dove dunque non sono riusciti Tardelli, Salvemini, Tazzioli, Ferrario e altri maestri della panchina succedutisi in Romagna negli ultimi lustri, è riuscito Ficcadenti, evidentemente l'incarnazione del male assoluto, il raiss del 4-3-3, l'uomo dalla chioma imperdonabile, colui che a otto giornate dalla fine, è solamente quartultimo in serie A, con un solo, misero punto sulla salvezza, disponendo di una rosa ricca di prestigiosi petali. Come non ricordare ad esempio, il difensore centrale titolare contesoci a giugno da mezza Italia, Max Pellegrino, così come il suo compare atalantino, titolare di centrocampo, Fabio Caserta, oppure il centravanti albanese preso nel momento più fulgido della propria carriera, che ha come riserva Rombo di Tuono-Budan, un cannoniere spietato, in perfetta forma fisica. Con questa ossatura, come non ambire ai piani alti della classifica?


Fuor di metafora e di burla, io che credo che si stia perdendo il senso della misura e della realtà, soggiogati da un'antipatia che ha poco a che fare con l'aspetto tecnico e molto con l'avversione a pelle, puramente personale.
Pochi di coloro che contestano Ficcadenti, hanno infatti rimarcato un certo cambiamento di rotta, sia tattico che caratteriale da parte dell'allenatore. Una maggiore elasticità mentale, che denota come Ficcadenti, pur non rinnegando il suo credo, non si sia chiuso nella sua roccarforte di certezze, ma abbia cercato di smussare quegli angoli che lo contraddistinguono, facendo tesoro dei suggerimenti e delle critiche, che gli sono arrivati oltre che dai tifosi, sicuramente anche dalla società, intraprendendo un processo di apertura, del quale credo gli vada dato atto. In questa ottica va vista anche la recente conferenza stampa, nella quale ha cercato di spiegarsi e raccontarsi, ammettendo di aver sbagliato l'approccio iniziale alla piazza di Cesena, e i suoi limiti caratteriali e comunicativi, che dovrebbero essere comunque rispettati, facendo parte della sua sfera intima e personale.

L'ultimo trittico di partite, a seguito della vittoria sul Chievo, ha confermato il cambiamento di rotta e il buon lavoro che sta facendo l'allenatore. Che ha tra l'altro schierato per ben due volte titolare Malonga, il cui non impiego è stato per lungo tempo uno degli argomenti più battuti dai contestatori di Ficcadenti. La prova del campo poi, ha a mio avviso in parte giustificato le perplessità dell'allenatore sull'effettiva utilità del giocatore francese.
Forse vittima anche delle troppe aspettative riposte su di lui, proprio per questa montante richiesta, a furor di popolo, di schierarlo titolare, il buon Dominique ha parzialmente disatteso queste aspettative, anche perchè, ci si è forse dimenticati, che si tratta di un giovane alle prime esperienze in serie A, e che ha qualche difficoltà di inquadramento tattico in seno alla squadra, oltre che caratteriali. Ovviamente non ritengo quella di Malonga una bocciatura, perchè ha diritto anche lui, come altri prima di lui, ad altre prove d'appello, per consentirgli di avere un minimo di continuità d'impiego, cosa che favorisce sicuramente il rendimento di qualsiasi giocatore. Ritengo però, un arrampicarsi sugli specchi, addurre sempre scusanti per giustificare le prove non entusismanti di Mimmo. Una volta troppo solo in attacco; la volta dopo, schierato accanto a Bogdani nel secondo tempo con la Juve, l'albanese gli porta via spazio; a Roma troppo decentrato nel primo tempo, mentre nel secondo non si integrava bene con la seconda punta Riski..
Insomma.. Un giocatore deve farsi notare anche se non schierato sulla sua mattonella, se ha la voglia e le qualità per emergere.

Malonga a parte, direi che l'atteggiamento tattico e mentale nelle ultime gare, è stato soddisfacente, così come la gestione della gara e dei cambi, sopratutto nelle partite con Samp e Juve. La squadra sembra crescere, è viva, la condizione atletica è ottima e ha riacquistato una buona vena realizzativa, sfruttando finalmente le qualità tecniche dei suoi esterni e le doti di inserimento dei suoi centrocampisti. Quello che dicevamo adducendo la non indispensabilità di disporre di un bomber in squadra, per raggiungere un obiettivo di classifica, quale ad esempio la salvezza. Tra le note positive, anche una accresciuta maturità e personalità, che le permette di affrontare i finali di partita con più lucidità e coraggio, riducendo i goal subiti nei minuti di recupero. Resta da migliorare ora l'approccio inziale alle gare, che sta portando a subire troppi goal nei primi minuti, e a subire eccessivamente l'iniziativa avversaria, cosa verificatasi anche nella vittoriosa trasferta di Genova, pur senza subire goal, e in maniera maggiore contro Juve e Lazio, quando siamo andati subito sotto, e abbiamo faticato ad entrare in partita col piglio giusto.

Fa eccezione infatti, e interrompe la soluzione di continuità dell'ultima serie, la partita di Roma; nello specifico, essenzialmente il primo tempo di Roma, dove si è rivista la squadra un po' molle, abulica e prevedibile di qualche esibizione passata.
Partita peraltro condizionata dal goal subito in apertura, che ha scombinato i prevedibili piani tattici, di una gara accorta e di ripartenze, condizionata già in partenza dalle gravi contemporanee assenze di Giaccherini e Rosina, tra i pochi che potevano portare quel tanto di vivacità e imprevedibilità, che il solo Jimenez, con l'apporto discontinuo di Malonga, non sono riusciti a conferire alla squadra

Non farei drammi, era una sconfitta abbastanza preventivabile a parer mio, premonizzata da diversi fattori concomitanti. Intanto la striscia positiva stava diventando troppo lunga per i nostri standard stagionali e per quelli che sono i nostri valori; le nostre assenze seppur in quantità minore, hanno inciso molto di più rispetto alle loro, in relazione alla ricchezza delle rose di cui possono disporre le due squadre; la Lazio è la squadra che ha fatto più punti in casa in questo campionato, anche se la vittoria del Lecce a Roma contro i biancazzurri aveva certamente stimolato termini di paragone fuorvianti. In ultimo, ma non per importanza, la mia presenza in trasferta, per la prima volta quest'anno, non faceva presagire nulla di buono.

Certo, la Lazio ha cominciato la partita in un ambiente ostile e in vena di contestazioni, un fattore che poteva senz'altro favorirci. Resta il fatto di un enorme divario tecnico tra le due squadre, che ha prodotto il risultato più logico. Sbloccata subito la situazione poi, anche il fattore psicologico a nostro favore è andato a farsi benedire.
La partita con la Lazio ha però sancito la definitiva e decisa Metamorfosi ficcadentiana. Credo che questa volta abbia stupito tutti, non solo me, togliendo dal campo già all'intervallo uno spremutissimo Bogdani, uno dei suoi "pretoriani"; togliendo una punta dunque, con la squadra in svantaggio e inserendo un difensore, Ceccarelli, stravolgendo l'assetto tattico, con una difesa 3, favorendo così le scorribande di due "finte ali", quali lo stesso Ceccarelli e Santon, che hanno procurato diversi problemi alla difesa laziale, che era piuttosto rabberciata soprattutto sugli esterni difensivi. Mossa di grande acume tattico secondo me.

Ha poi completato l'opera, buttando dentro il ragazzino finlandese, al debutto in serie A, Roope Riski, togliendo dal campo Caserta, osando e stravolgendo tutto ciò che si poteva osare e stravolgere, con le scarse risorse di cui disponeva in panchina. Sensato anche il cambio di Lauro, molto nervoso e a rischio espulsione, per un Benalouane che è pur sempre un patrimonio della società, e che si deve cercare di non perdere definitavamente. Insomma, per una volta quest'anno mi è sembrato di assistere ad una partita di una squadra di Bisoli, più che di Ficcadenti. E spero non si scandalizzino gli estimatori del tecnico di Porretta, tra i quali ovviamente si annovera anche il sottoscritto.
Alla vigilia, data una scorsa alla panchina, avevo previsto che Ficcadenti non avrebbe fatto sostituzioni, finendo la partita con gli stessi undici iniziali, come probabilmente avrebbe fatto ad inizio anno. Mi ha abbondantemente smentito. Segno che qualcosa sta cambiando in lui.

In definitiva, credo che il Cesena abbia discrete probabilità di salvezza finale, e se ciò accadesse, sarebbe puerile non attribuirne la giusta parte di meriti al tecnico. Se poi si vorrà continuare nella Crociata, si potrà sempre addurre, che ci si sarà salvati non grazie a Ficcadenti, ma nonostante lui. Ma credo sarebbe una considerazione che non farebbe onore all'onestà intellettuale di chi la facesse sua.

Vorrei chiudere con due "spigolature", estrapolate dalla lettura dei quotidiani di questi lunghi giorni di attesa alla sfida alla Fiorentina. La prima è di Cesare Prandelli, che parlando di Santon dichiara: "Davide ha dimostrato enormi progressi soprattutto dal punto di vista difensivo, evidentemente venire a Cesena gli ha fatto bene e con Ficcadenti sta imparando molto". La seconda è di Salvatore Bagni, ed è la più interessante a mio avviso, che commentando la lotta per la salvezza dice: "Il Cesena sta dimostrando che ci si può salvare, da neopromossa, anche con il bel gioco, e se ci riuscirà (come credo), sarà una lezione per tutto il calcio italiano".

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