Rubriche - Vox Populi

Roma – Napoli, prima giornata del campionato di serie A 2008 \ 2009; aprendo, in vecchio stile, la pagina 202 di televideo, trovi il risultato: 1 – 1. Dietro il risultato, invece trovi molto di più, come 1500 ultras napoletani che, in ordine sparso, assaltano un treno cacciando qualche centinaio di passeggeri per farsi posto, fermano per 3 volte il loro stesso convoglio per giocare con i freni di sicurezza, danno vita all’ effetto tutto padano della nebbia alla stazione Termini accendendo fumogeni appena scesi dal suddetto treno… Ah, il tutto, ovviamente, senza possedere, in buona parte, un biglietto delle Ferrovie dello Stato. Provvedimenti dal Viminale sono attesi già per la giornata odierna, e magari non saranno generalizzati a tutte le tifoserie (o magari si), ma comunque vada non porteranno sicuramente nulla di buono anche a chi napoletano non è.

Passettino indietro: Cesenainbolgia ha vantato tanti editorialisti ultras o per lo meno intrisi di quel senso di comprensione di determinati valori (potremmo chiamarlà mentalità): Jules e A Mano Armata su tutti. Chi vi scrive, purtroppo, non riesce con tutta la buona volontà ad entrare in certe dinamiche di pensiero, e spesso non può far altro che strizzare gli occhi nel tentativo di capire; vivo, diciamo, in una sorta di limbo tra chi “mastica” mentalità, e chi confonde il termine ultras con delinquente. Non ho mai considerato gli ultras il male del calcio, anzi, ricordo ancora il fascino del mio Manuzzi vestito di bianconero, carico e rumoroso grazie proprio al loro impegno; no, considero gli ultras (mi si conceda la generalizzazione), piuttosto il male di sé stessi. Perché? Perché se io, ibrido del tifo, resto schifato da quanto accaduto ieri a Roma, un ultras, infangato nel nome e demonizzato ancora una volta di più senza che ce ne fosse bisogno, dovrebbe urlare ai 4 venti e con tutta la sua voce che tutto questo non c’ entra nulla con lui e con quello che è il suo credo e il suo modo di vivere il calcio; o almeno questo è quello che un ideale e la convinzione nello stesso mi spingerebbero a fare. Così apro il settore ospiti del mio amato forum, e stranamente mi trovo pienamente in accordo con chi è molto più ultras di me, con chi ritiene pretestuosa la concessione della trasferta in libertà, con chi sottolinea che non sono questi i “tifosi”, e con chi biasima l’ operato dell’ osservatorio. Fin qui, tutto bene; faccio un giro in rete, facendo lo slalom tra i commenti scandalizzati di chi ancora è convinto che il mondo sia brutto e cattivo, e con mio grande stupore trovo il nulla nei forum di taglio “ultras”; non un editoriale,non un comunicato, neppure il copia – incolla delle notizie di agenzia, il nulla totale. Quello che si chiede ora il sottoscritto, è semplicemente: perché? Perché un atteggiamento così sproporzionato tra il sottolineare le assurdità dei decreti legge e il tacere su coloro che li infrangono nei modi più beceri? Spesso, molto spesso, ci lamentiamo in primis sulla rete, per i discutibili “pesi” che vengono dati alle notizie da parte dei media, pronti ad enfatizzare piuttosto che tacere sugli argomenti a seconda dei propri interessi; ma le possibilità del media internet sono proprio quelle di offrire un’ informazione più “corretta”, mentre in tutta franchezza pare che i metodi utilizzati dall’ altra parte della barricata della comunicazione siano i medesimi: la polizia abusa del proprio potere a 1000 chilometri da qui? Squillino le trombe! I tifosi dietro l’ angolo si comportano da delinquenti che nulla hanno a che vedere con ogni tipo di valore sportivo ed etico? Ssshhh, un bel “Matarrese in galera” e si cambia argomento. Eh si, perché quello che dispiace è che nelle curve continueremo a leggere intere pagine di frasi fatte e motti, e soltanto (nella più rosea ipotesi) una o due righe di disappunto riguardo argomenti che un ultras più di chiunque altro dovrebbe aver a cuore condannare. Questo proprio non riesco a capirlo, e per una volta, anziché dire qualcosa io a voi, ho pensato di mettermi dall’ altra parte e chiedere delucidazioni. Perché se davanti ad episodi che infangano gratuitamente il nome degli ultras, quel che continua a contare di più è riempire pagine di slogan contro “repressione” e “calcio moderno”, a scapito di una doverosa e strenua difesa del proprio onore macchiato, allora qualcosa davvero mi sfugge…

Mattia Guidi