Rubriche - Vox Populi
Ed eccoci all' alba di una nuova stagione. Di nuovo qui, di nuovo in attesa di raggiungere un obbiettivo, di nuovo con quella smania di tifare, di soffrire, di esultare, di imprecare contro tutto e tutti; perché il calcio è fatto di questo, di passione e di trasporto, di mille emozioni contrastanti, come tutti i grandi amori, quelli veri, quelli che durano per sempre. Cesena e Il Cesena, un amore che per molti è scaturito nel salottone della serie A, per altri nel moderato fascino della B, e che per i più giovani significa soprattutto serie C, pardon, lega pro; e allora eccoci, come qualcuno ha voluto ricordarci, al sesto campionato di terza divisione negli ultimi 10 anni. Ci apprestiamo ad affrontarlo con tanta rabbia, tanta voglia di ripartire e di riscattare una stagione, quella scorsa, ai limiti della decenza, dove forse era più difficile riuscire a retrocedere piuttosto che raggiungere la salvezza. E’ cambiato tanto dall’ ultima serie C, quella che iniziò con Fabrizio Castori in panchina, intorno alla sfiducia generata dalle grandi delusioni dei playoff falliti prima, e della partenza di Iachini poi, il tutto condito dalle ultime folate di contestazione alla società. La società, appunto, la principale novità di questa nuova avventura: finita (una volta per tutte, a quanto pare) l’ era dei Lugaresi, o meglio, di Giorgio Lugaresi, inizia quella di Igor Campedelli & soci. Il periodo di insediamento può dirsi esaurito, e quindi saranno proprio loro i primi ad essere messi sotto esame; dalla gestione sportiva a quella economica passando per il delicatissimo aspetto comunicativo, che, lo abbiamo visto negli ultimi anni, a Cesena riveste un’ importanza vitale, perché la polemica qui ha sempre un fascino irresistibile per chi vive per avere sempre e comunque “ragione”. Poi c’ è il nuovo allenatore, Bisoli, uno che viene da una grande stagione a Foligno, e che per certi versi incarna la tipologia di allenatore che serviva per scrollarsi di dosso il fantasma del Mister, che per quanto ringrazieremo sempre, ora è volato in altri lidi, pronto per una serie B che stramerita e che speriamo davvero possa regalargli tante soddisfazioni; capacità, competenza, temperamento,e voglia di arrivare in alto con i risultati più che con le amicizie, Bisoli potrebbe essere l’ uomo giusto al posto giusto, per fare il bene di sé stesso e del Cesena, e se uno come lui, con importanti possibilità di lavoro, ha scelto proprio l’ erba del Manuzzi, che a giugno non era di certo la più affascinante all’ orizzonte, beh, probabilmente significa che le premesse per iniziare un ciclo vincente ci sono tutte. Certo, il primo, importantissimo, passo dovrà essere fatto sotto il profilo societario, dove continua a pendere come una spada di damocle, il tremendo buco di 16- 17 milioni di euro, personalissimo regalo della vecchia dirigenza, che vuoi per incapacità, vuoi per volontà di mettere in tasca qualche euro di troppo, ha rischiato seriamente di far saltare in aria tutto quanto, con conseguenze che nemmeno vogliamo immaginare; il suddetto passo sembra essere già stato intrapreso, con il considerevole aumento di capitale, una prima assoluta a Cesena, e il piano triennale con il quale Della Vedova ci ha riferito di voler ripianare ogni debito, promessa di cui ad oggi, non abbiamo alcun motivo di dubitare. Una buona notizia, certo, ma sempre all’ interno di un teatrino dell’ assurdo, quello del calcio, in cui gli aspetti economici di sopravvivenza hanno sopravanzato quelli sportivi che, per definizione, dovrebbero e dovranno tornare ad essere al primo posto; dove le ambizioni sono soffocate dai debiti e dettate dai bilanci e dagli introiti esterni al tifo e ai tifosi. E’ relativo, quindi, analizzare la squadra, le sue potenzialità, la caratura dei nuovi arrivati, e non perché Padova, Cremonese, Ravenna e compagnia sembrino attrezzate per fare meglio, ma perché la partita vera, ahinoi, è quella economica che da anni stiamo ancora giocando, o che più probabilmente, abbiamo appena iniziato a giocare per davvero; quella contro noi stessi ed i nostri fantasmi, che la nuova dirigenza è chiamata senza appello a debellare. Forse è questa la principale speranza, quella che il Cesena possa programmare, agire ed ambire pensando solo al bilancio annuale, e non ai debiti accumulati; non sarà romantico, ma ad oggi è il meglio che possiamo augurarci. E che intendiamo pretendere.

Mattia Guidi