Rubriche - Vox Populi

Ciao mister, sta succendendo di tutto e di più in questi giorni, ma di certo lo saprai; pensavo che tra presentazioni, saluti, trattive e passaggi di proprietà, magari poteva passarti per la testa che qualcuno, anche uno solo, si fosse già dimenticato di te. Non è così, e non potrebbe mai esserlo.

Ricordo ancora il giorno in cui arrivasti a Cesena: lessi il tuo nome sul giornale e vidi la tua foto. Sapevo che avevi fatto molto bene a Lanciano, ma noi venivamo da una grande delusione, la semifinale playoff persa contro il Pisa, e il nostro condottiero di allora, Beppe Iachini, aveva abbandonato il fantomatico “progetto” per approdare comunque in serie B. Arrivasti tu, dicevo, e nella situazione tumultuosa che c’ era nel tifo bianconero, trovasti il coraggio per chiedere alla gente di credere nella squadra e di stargli vicino; lo avessi fatto oggi avremmo detto che sei un grande uomo, ma ai tempi eri solo il neo – arrivato, eri solo l’ allenatore (non volermene, pure parecchio panciuto!) di una nobile decaduta in C1, e ricordo che gli appellativi per te non furono propriamente coccole.

Poi arrivarono 3 anni eccezionali, in cui oltre a dimostrare di essere un uomo come ce ne sono davvero pochi nel calcio, riuscisti pure a portarci in B e a sfiorare la serie A. Ancora mi chiedo come riuscimmo a salire in cadetteria, con una squadra che non era certo una corazzata, ma che aveva pienamente raccolto la tua mentalità, quella sì operaia, grintosa e “cattiva”, ma vincente. Perché è quello che hai sempre dimostrato di essere, un vincente. Non è stato un errore quel “3” qualche riga più su, perché sulla panchina del Cesena, Fabrizio Castori è stato seduto per 3 stagioni: lo scorso anno quello lì non eri tu, mister; lo scorso anno sulla nostra panchina c’ era un uomo vittima del proprio grande amore, un amore disinteressato, perché non penso sia costume di San Severino Marche tifare per il Cesena. E’ questa la grande differenza tra te e qualunque altro allenatore, anche il più longevo sulla panchina di una “grande”: tu mister, sei tifoso del Cesena, e so che lo resterai sempre. Lo sei rimasto dopo le grandi vittorie, così come dopo le debacle clamorose come Salerno, Modena, e dopo la rissa che ti ha, probabilmente, infangato la carriera; ma non era per la carriera che combattevi a Lumezzane, era per Cesena e per il Cesena, per i tuoi guerrieri in campo e per quelli che vi avevano seguito, convinti che la serie B non era un miraggio, se a guidare c’ eri tu. Poi, poco alla volta, i tuoi “uomini”, non giocatori, ma uomini, si sono allontanati da te: Ambrogioni, Bocchini, Pestrin, Zaninelli, Pinto, e sono convinto anche Ficagna avrebbe potuto esserlo, se solo l’ ego non gli avesse impedito di capire quanto poteva diventare forte e non solo in campo con te. Quello dello scorso anno, mister, non eri tu, era un uomo a cui è stato chiesto di essere solo un allenatore qualunque, e quello, ammettilo, è un tuo limite. Non sei e forse non potrai mai essere un allenatore, uno di quelli che studia il “modulo”, che sceglie la tecnica al posto del temperamento, che mette in campo i giocatori esclusivamente in base alla loro bravura col pallone. No, tu non sei così, tu non sei mai stato come gli altri.

Per questo, e per la grande stima che nutro nella tua persona, non avrei mai voluto privarmi di te, nonostante fosse evidente che qualcosa tra te e il branco di viziati si era rotto, per questo, avessi avuto potere decisionale, sarei stato un pessimo manager, e sarei affondato in C con te al timone. Perché l’ amore è così, preferisci trascinare un rapporto usurato piuttosto che pensare di poter vedere chi ami e stimi con qualcuno che non sei tu. Ho provato a pensarti seduto su di un’ altra panchina; ad applaudire un altro pubblico, a urlare, sbraitare per un’ altra maglia. Mi ha attraversato un brivido… Ma sai cosa ti dico? Te lo auguro di tutto cuore. Cesena ha privato Fabrizio Castori di sé stesso per un anno: le dichiarazioni, le interviste, i risultati, tutto quanto strideva con quanto eri prima, con quanto sei sempre stato e con quanto traspare tu sia dal solo modo in cui cammini: rapido, deciso, proiettato in avanti. Ricordo ancora quel tuo modo di camminare, che mi saltò all’ occhio il giorno in cui grazie a 4porri ebbi la fortuna di conoscerti e di stringerti la mano. Mister, spesso i grandi amori sono quelli che riservano le più grandi sofferenze, e il tuo esonero è una sconfitta (sportiva) per tutti; ma quanto abbiamo costruito in questi 4 anni e mezzo è qualcosa di cui essere davvero orgogliosi. Si parla spesso di favole nel calcio, lo fanno per il Chievo, per l’ Albino, per il Pisa… beh, questa volta penso proprio abbiano mollato troppo presto la storia e perso lo scoop: l’ orco cattivo e violento di lumezzane, che conquista l’ amore e la stima di un’ intera regione anche, e soprattutto, nel momento sportivo più difficile di sempre…e quando la trovano un’ altra storia così???

Grazie di tutto Mister, so che il tuo cuore ti terrà vicino a noi, a tifare per la salvezza di un Cesena che anche se non è più tuo, sarà sempre tatuato addosso a te nel nostro grande affetto.

Buon riposo, guerriero!

Mattia Guidi