Rubriche - Giochiamo in casa
L’appuntamento UdS è al solito bar per la colazione rigeneratrice. La notte non mi ha portato in regalo il sonno, ma tanta tensione e agitazione. Non ho praticamente chiuso occhio. Il torcicollo che mi ha bloccato durante la settimana di vigilia mi concede una tregua, grazie anche alle numerose sostanze che mi sono ingurgitato per poter essere presente in questa giornata memorabile. Fortuna che ai tifosi non viene richiesto l’antidoping a fine incontro. Oggi non si può mancare. Solo pensare di poter essere promossi a Verona mentre gli scaligeri si faranno almeno un altro anno in Prima Divisione mi regala un sorriso e mi mette di buonumore. Poche cose potrebbero essere più piacevoli e appaganti. Nei giorni precedenti ho eseguito con scrupolo tutte le cabale prepartita con maniacale perfezione. Nulla deve essere lasciato al caso. La massiccia presenza di cesenati al Bentegodi rischia di guastare tutti i riti scaramantici. Gli esodi hanno sempre portato una sfiga indicibile da ventanni. Scacciare il pensiero addentando una brioche alla crema è la parola d’ordine in attesa degli amici che mi accompagneranno in questa avventura. Sono come sempre in anticipo. Ho bisogno di gustarmi l’appuntamento col bianconero per qualche minuto da solo. Devo entrare in simbiosi con la maglia. E’ un rito spirituale a cui non posso sottrarmi. Non si può partire deconcentrati. Oggi si fa la storia, in qualunque modo andrà a finire. Ricorderemo questo 17 maggio 2009 come una festa o come una tragedia. La permanenza in C non è un problema per me. E’ stato un anno meraviglioso, condiviso in ogni avventura con delle persone splendide e dal cuore grande. Loro si meritano questa promozione. Ho visto il loro amore per il Cesena in ogni tappa di questo campionato e so che siamo stati i più belli di tutta la serie C. Nessuno quest’anno ha avuto lo stesso entusiasmo. La Mare da asporto non ha avuto paragoni e la risalita in B è la giusta ricompensa per un popolo che vive solo per il bianconero. Era da molto tempo che non respiravo l’entusiasmo che ha trasudato dai gradoni di Lumezzane e Portogruaro, passando da Legnano e Lecco. La Prima Divisione è stato un bagno di umiltà che ha coeso tutte le anime della curva in ogni occasione. Da diverso tempo non siamo stati così uniti e questo riempie di orgoglio a prescindere dal risultato di oggi. Nonostante i divieti, la repressione e la cattiveria dei servizi d’ordine. Nonostante una retrocessione che avrebbe spezzato le gambe ad un gigante. Nonostante una società che in alcune scelte ha lasciato davvero a desiderare, ma che verso fine stagione si è ripresa dopo le prime cappelle da esordio. Nonostante una stampa locale vergognosa che per tutto il campionato ha trovato il modo di creare tensioni inutili e pretestuose. Nonostante tutto c’è stata la Curva Mare. Come sempre e per sempre. Se dovesse andare male si prospetta un altro campionato di tale intensità e partecipazione. Quasi quasi…..

A Mantova le due macchine UdS si fermano all’autogrill per un frugale pasto. Alle dodici e mezza il caldo è già opprimente e bastardo. Il piazzale del parcheggio regala solo facce amiche. Sembra di essere fuori dalla Bombo. Un mare bianconero in sosta e in fermento. Mancano pochi chilometri alla Terra Scaligera, la nostra nuova Terra Promessa. La sbornia accompagna la tensione del popolo bianconero in questo esodo. C’è la giusta convinzione. Tutti credono possibile questa impresa e le tante defezioni nell’organico della squadra che scenderà in campo non spaventano più di tanto. Oggi contano le motivazioni e le notizie che arriveranno da Padova. Immagino una partita vissuta in attesa di altre imprese. Quelle giocate su un campo di calcio e quelle vissute nelle stanze dei bottoni della Lega. E’ incredibile giocarci il campionato all’ultima giornata contro una squadra che non dovrebbe nemmeno più esistere. Questo ci regala il Sistema ItaGlia e fanculo a tutti i valori etici e sportivi. Tanto è la violenza l’unica nota stonata nel calcio. Massì, reprimiamo gli ultras e aiutiamo i delinquenti camuffati da Presidenti che hanno derubato risorse al territorio e riciclato soldi sporchi arrivati chissà come. In questa occasione la nostra società si è resa davvero impagabile, riconquistando molti dei punti che aveva perso con l’affare Mancini. Ha lottato contro un sistema corrotto e legato più al dio denaro che al sentimento di giustizia. Occorre vincere in campo per far capire che i più forti siamo noi. Almeno non avremo bisogno di farci giustizia nelle aule dei tribunali per conquistare quello che ci spetta di diritto in quanto squadra migliore del campionato. Non riesco a mangiare. La tensione mi chiude lo stomaco. Possibile che sia stato anche l’ultimo artrosilene preso dopo la colazione. Nonostante l’afa ho una sciarpa attorno al collo che mi accompagna per sconfiggere l’aria condizionata. Se mi devo ribloccare che sia dopo il novantesimo. Il tempo di finire una birra e dare due sorsi al borghetti in allegra compagnia e si riparte. Obiettivo: vincere!

L’arrivo al Bentegodi è tranquillo e senza incontri particolari. Forse siamo stati solo fortunati. Conoscendo i veronesi da diverso tempo so che anche per loro questa è la partita dell’anno. Almeno per il loro modo di intendere lo stadio. Vorranno una squadra che lotta fino alla fine perché loro lo faranno di sicuro nei gradoni della loro curva. Il parcheggio ospiti mi concede la vista di migliaia di persone che non ho mai visto in vita mia. Sembra più di essere ad un concerto che ad una partita di calcio. C’è già qualcuno in collasso sotto uno dei pochi alberi che regala un filo d’ombra. Ripenso a Lumezzane, trasferta più intensa dell’anno. Ripenso a quei 150 che in quel giorno di pioggia hanno reso possibile l’inizio della rimonta con una chiassosa e irridente presenza in una terra dimenticata da dio. Cerco qualche viso amico e non ne vedo. Mi tocco i maroni. Ho una strana sensazione che aumenta quando vedo vicini agli ingressi bandiere e pezze bianconere abbandonate da miseri tifosi. Era così difficile riportarli nella macchina? Abbandonare del materiale della propria squadra è un insulto davvero che non riesco a digerire. Una mancanza di rispetto assoluta nei confronti di tutti quelli che per un anno hanno portato in giro per l’Italia il bianconero. Me lo vedo il tifosucolo medio che abbandona lo propria bandiera a causa di un poliziotto troppo ligio a normative che non conosce. Comincia a respirare male, a chiedersi cosa sta a fare davanti ad un energumeno in divisa, a sentire lo sfintere che comincia a rilasciare, a realizzare che l’unica scelta che ha è abbandonare il proprio materiale. Amarezza profonda. Quel tifosucolo che due settimane prima era a vedersi milan juve al bar e gioire sui gol di Seedorf o Iaquinta. Magari ieri era in giro per Cesenatico a festeggiare lo scudetto dell’Inter. Quel tipo di persone che non vorrei mai avere vicino ad una partita del Cesena. Quelle persone che saranno già pronte a dire ‘siamo in B’ dimenticando che per tutti i mesi invernali non si sono mai fatti vedere per una partita. Nemmeno al Manuzzi. Sono tutti pronti a festeggiare, come se l’eventuale Promozione fosse anche loro. Io so bene che non è così. Potranno gioire, ma non rubarne il possesso.

Resterete, resterete, resterete in serie C.

Verso mezzanotte ci ritroviamo in una pizzeria in centro per toglierci quel senso di vuoto all’interno dello stomaco. La festa è stata una chiavica. Non capisco il senso di non farla allo stadio, casa naturale di ogni tifoso bianconero. Ho visto gente vagare senza meta per tutta la città, avendo quasi paura di festeggiare la promozione. Una festa sottotono, almeno rispetto a quella del post Lumezzane. Mentre mangio insieme agli UdS l’ultima pizza del campionato penso a tutti gli amici con i quali ho avuto il piacere e la fortuna di dividere questa splendida cavalcata che ci ha regalato la promozione. Un anno fantastico, indipendentemente dal risultato finale. Ogni trasferta è stata una perla e condividerla con questo meraviglioso popolo bianconero mi ha appagato più della risalita in B. La prossima stagione vedrà il ritorno del sabato, dei turni infrasettimanali, delle trasferte impossibili. Ho già il voltastomaco. Ci penserò da domani. Oggi voglio solo dedicare questa promozione a quella fetta di Curva Mare che non ha mai mollato e con la quale ho condiviso i valori d’amicizia. Nessuna regola, solo rispetto. Orgoglioso di noi!!

Jailbreak.