Rubriche - Il punto di due punti

 

Rimandiamo di nuovo il ping pong con l'Intruso per occuparci ancora dell'attualità, che questa settimana riguarda il dibattito che si è acceso sui forum sull'opportunità o meno di incontrare Giorgio Lugaresi, in privato, da parte di alcuni membri del Forum, inteso qui in senso più ristretto e cioè limitato agli estensori del volantino diffuso la settimana scorsa. Il dibattito in corso riflette le diverse posizioni presenti nel Forum, le quali si sono nel tempo radicate anche con l'apporto di nuovi "militanti", senza peraltro pregiudicarne lo spirito d'iniziativa. Possiamo dunque dividere "weberianamente" (e quindi grossolanamente) i componenti del Forum in "Falchi" e "Colombe".

I primi rigettano ogni possibilità, presente o futura, di incontro con qualsivoglia dirigente dell'A.C. Cesena. Le ragioni di questa scelta sono al contempo ideali e strategiche. Il Forum nasce dal nulla e nel nulla tornerà, sostengono, fuori da personalismi e da interessi che non siano quelli di una spontanea passione per il Cesena. Questa passione spinge a chiedere il meglio per la squadra, e questo oggi più di ieri significa la fuoriuscita dei Lugaresi e l'ingresso nel Cesena degli industriali che, al di là delle scarse notizie che via via rimbalzano sui giornali, da anni manifestano l'interesse a rilevare la squadra, come confermato dai comunicati stampa di questa estate di Amadori, Orogel e Technogym e dalle voci su altre personalità ancora. Per i Falchi un incontro con i dirigenti equivarrebbe a tradire, personalizzando un sentimento che è invece generale, una massa di tifosi che rischierebbe poi di ritrovarsi di nuovo muta, sospesa come sempre tra le dichiarazioni equivoche, contraddittorie, forse insincere dei Lugaresi in merito alla cessione della società, e non informata da una stampa incapace di fare chiarezza sulle reali intenzioni degli stessi e delle eventuali controparti.

 

L'aspetto strategico riguardo al mantenimento delle distanze da Giorgio Lugaresi è appunto questo: instaurando un rapporto personale con la società, la purezza delle premesse e della "ragione sociale" verrebbe corrotta, e l'attività di interpretare e sintetizzare in un documento gli umori, le preoccupazioni, le speranze dei tifosi bianconeri rischierebbe di afflosciarsi. Il Forum è nato senza dubbio per colmare un vuoto, per esempio quello lasciato dal Centro Coordinamento Club, il quale non è stato in grado di rappresentare la tifoseria soprattutto in questi ultimi, difficilissimi anni, e ciò proprio per il rapporto di amicizia o comunque di prossimità che lega i vertici del CCC ai dirigenti e per i piccoli privilegi, in termini economici e di coinvolgimento, di cui il CCC probabilmente beneficia. Ecco l'errore che, secondo i Falchi, non bisogna commettere. La mancanza di fiducia nei dirigenti riguardo alla bontà delle loro reali intenzioni quando cercano un contatto personale, fa il resto. I Falchi non sarebbero disposti a credere a una sola parola detta dai Lugaresi, né sarebbero disposti a dar loro anche solo l'illusione di farsi, per così dire, corrompere o prendere in giro.

 

In contrapposizione al fronte compatto dei Falchi c'è il fronte, più sfilacciato, delle Colombe. Le Colombe non vedono nulla di male nell'incontrare personalmente, in privato, Giorgio Lugaresi, ascoltare quanto ha da dire, con la curiosità di farsi un'idea più precisa della persona che ha ereditato il Cesena e che negli scorsi mesi ha lasciato intendere di essere disposta a defilarsi in favore di chi fosse disposto a subentrare (in tal caso, incalzano i Falchi, un incontro avverrebbe solo a titolo personale, non certo in rappresentanza dei tifosi e tentomeno del Forum; e dopo - aggiungono - quali vantaggi deriverebbero ai tifosi del Cesena, quando Giorgio avrà riferito in privato, invece che pubblicamente, della necessità di "unità d'intenti", oltre che della mancanza di persone interessate al Cesena?).

 

Tra le Colombe vi è chi prova stanchezza nella conduzione di una battaglia mediatica che dovrebbe portare a un nuovo Cesena, ma che ancora non sta generando frutti apprezzabili. E c'è chi aspira a far nascere, facendo tesoro delle esperienze maturate in questi anni e delle conoscenze e dei rapporti di amicizia via via consolidati, qualcosa di diverso e, diciamo, di "istituzionale". Per esempio un club, con un presidente e un direttivo, finalizzato a un duplice obiettivo: da un lato, riportare la gente allo stadio, coinvolgendo soprattutto i più giovani, intraprendendo iniziative a tal fine e organizzando trasferte secondo modalità nuove e originali, magari avviando, in alcuni casi, rapporti di collaborazione con le città ospitanti; dall'altro, da una posizione più forte e autorevole, continuando a lanciare appelli alla città per scuoterla dal suo immobilismo, affinché sia riproposta all'attenzione del calcio italiano una squadra all'altezza delle sue possibilità. Per il club sarebbe già pronto un nome rivelatorio circa le sue aspirazioni, "Cesena-Romagna", e a quel punto cadrebbero la diffidenza e l'ostracismo nei confronti di Giorgio Lugaresi o di chiunque altro si trovi a guidare il Cesena.

 

Un tale progetto pecca però, al momento, di utopismo: la proposta di una formula nuova, ambiziosa e alternativa attirerebbe numerosi aderenti, grazie alla propaganda su Internet e in città e alla mobilitazione di amici e iscritti a club che oggi rinunciano a seguire il Cesena; ciò che manca sono gli attivisti, gente che abbia il tempo, la voglia, le energie e le risorse per farsi assorbire da un impegno così vincolante. A fronte di tale utopismo, diventano preponderanti le ragioni dei Falchi, ai quali non interessa null'altro che ritrovare il Cesena, sostenuto da spalle più solide e importanti di quelle attuali. A costoro oggi le Colombe possono opporre come alternativa solo il silenzio.

 

Un ultimo pensiero: quest'estate il Pisa, dopo anni di amarezze, ha cambiato proprietario. Tanto è bastato per fare accorrere alla presentazione della squadra cinquemila persone festanti. Tutti costoro non hanno la certezza della promozione in B; hanno però qualcosa di più importante: la speranza di una decisa inversione di rotta, l'improvvisa fortuna di ritrovarsi a sognare un futuro nuovo e diverso. La stessa cosa, pur se in proporzioni più ridotte, è avvenuta a Reggio Emilia, dove la presenza di nuovi soci ha riportato in città l'entusiasmo e l'affetto per la Reggiana. Falchi e Colombe della Romagna bianconera, in coro, si chiedono: "Quando toccherà a noi?".

 

 

 

Marco – cesenainbolgia 18/09/02

 

 

 

 

 

 

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Vorr'ia donna ciavarve / e quando v'o ciavà vorr'ia pagarve / Non perché i' ci abbia pensier / che vo' fe' per denari 'sto mestier / Ma perché non ci avesse umor / del scambiar il ciavar col far l'amor


(Fonte ignota)



Aveva la Martuzza un giorno tolta / la medicina e non potea cacare; / ond'ella avea dolor e pena molta / e quasi tutta si sentia crepare. / Talché temendo di restar sepolta / un grosso cazzo in cul si fe' cacciare: / guarì, ma nel guarir gustò sapore. / E' tenuta a dirlo al confessore?


Pietro Aretino, I dubbi amorosi



'A megghiu parola è chidda ca 'un si dici.


Proverbio siciliano

 

FALCHI E COLOMBE NEL FORUM 18/09/02
Rimandiamo di nuovo il ping pong con l'Intruso per occuparci ancora dell'attualità, che questa settimana riguarda il dibattito che si è acceso sui forum sull'opportunità o meno di incontrare Giorgio Lugaresi, in privato, da parte di alcuni membri del Forum, inteso qui in senso più ristretto e cioè limitato agli estensori del volantino diffuso la settimana scorsa. Il dibattito in corso riflette le diverse posizioni presenti nel Forum, le quali si sono nel tempo radicate anche con l'apporto di nuovi "militanti", senza peraltro pregiudicarne lo spirito d'iniziativa. Possiamo dunque dividere "weberianamente" (e quindi grossolanamente) i componenti del Forum in "Falchi" e "Colombe".
I primi rigettano ogni possibilità, presente o futura, di incontro con qualsivoglia dirigente dell'A.C. Cesena. Le ragioni di questa scelta sono al contempo ideali e strategiche. Il Forum nasce dal nulla e nel nulla tornerà, sostengono, fuori da personalismi e da interessi che non siano quelli di una spontanea passione per il Cesena. Questa passione spinge a chiedere il meglio per la squadra, e questo oggi più di ieri significa la fuoriuscita dei Lugaresi e l'ingresso nel Cesena degli industriali che, al di là delle scarse notizie che via via rimbalzano sui giornali, da anni manifestano l'interesse a rilevare la squadra, come confermato dai comunicati stampa di questa estate di Amadori, Orogel e Technogym e dalle voci su altre personalità ancora. Per i Falchi un incontro con i dirigenti equivarrebbe a tradire, personalizzando un sentimento che è invece generale, una massa di tifosi che rischierebbe poi di ritrovarsi di nuovo muta, sospesa come sempre tra le dichiarazioni equivoche, contraddittorie, forse insincere dei Lugaresi in merito alla cessione della società, e non informata da una stampa incapace di fare chiarezza sulle reali intenzioni degli stessi e delle eventuali controparti.
L'aspetto strategico riguardo al mantenimento delle distanze da Giorgio Lugaresi è appunto questo: instaurando un rapporto personale con la società, la purezza delle premesse e della "ragione sociale" verrebbe corrotta, e l'attività di interpretare e sintetizzare in un documento gli umori, le preoccupazioni, le speranze dei tifosi bianconeri rischierebbe di afflosciarsi. Il Forum è nato senza dubbio per colmare un vuoto, per esempio quello lasciato dal Centro Coordinamento Club, il quale non è stato in grado di rappresentare la tifoseria soprattutto in questi ultimi, difficilissimi anni, e ciò proprio per il rapporto di amicizia o comunque di prossimità che lega i vertici del CCC ai dirigenti e per i piccoli privilegi, in termini economici e di coinvolgimento, di cui il CCC probabilmente beneficia. Ecco l'errore che, secondo i Falchi, non bisogna commettere. La mancanza di fiducia nei dirigenti riguardo alla bontà delle loro reali intenzioni quando cercano un contatto personale, fa il resto. I Falchi non sarebbero disposti a credere a una sola parola detta dai Lugaresi, né sarebbero disposti a dar loro anche solo l'illusione di farsi, per così dire, corrompere o prendere in giro.
In contrapposizione al fronte compatto dei Falchi c'è il fronte, più sfilacciato, delle Colombe. Le Colombe non vedono nulla di male nell'incontrare personalmente, in privato, Giorgio Lugaresi, ascoltare quanto ha da dire, con la curiosità di farsi un'idea più precisa della persona che ha ereditato il Cesena e che negli scorsi mesi ha lasciato intendere di essere disposta a defilarsi in favore di chi fosse disposto a subentrare (in tal caso, incalzano i Falchi, un incontro avverrebbe solo a titolo personale, non certo in rappresentanza dei tifosi e tentomeno del Forum; e dopo - aggiungono - quali vantaggi deriverebbero ai tifosi del Cesena, quando Giorgio avrà riferito in privato, invece che pubblicamente, della necessità di "unità d'intenti", oltre che della mancanza di persone interessate al Cesena?).
Tra le Colombe vi è chi prova stanchezza nella conduzione di una battaglia mediatica che dovrebbe portare a un nuovo Cesena, ma che ancora non sta generando frutti apprezzabili. E c'è chi aspira a far nascere, facendo tesoro delle esperienze maturate in questi anni e delle conoscenze e dei rapporti di amicizia via via consolidati, qualcosa di diverso e, diciamo, di "istituzionale". Per esempio un club, con un presidente e un direttivo, finalizzato a un duplice obiettivo: da un lato, riportare la gente allo stadio, coinvolgendo soprattutto i più giovani, intraprendendo iniziative a tal fine e organizzando trasferte secondo modalità nuove e originali, magari avviando, in alcuni casi, rapporti di collaborazione con le città ospitanti; dall'altro, da una posizione più forte e autorevole, continuando a lanciare appelli alla città per scuoterla dal suo immobilismo, affinché sia riproposta all'attenzione del calcio italiano una squadra all'altezza delle sue possibilità. Per il club sarebbe già pronto un nome rivelatorio circa le sue aspirazioni, "Cesena-Romagna", e a quel punto cadrebbero la diffidenza e l'ostracismo nei confronti di Giorgio Lugaresi o di chiunque altro si trovi a guidare il Cesena.
Un tale progetto pecca però, al momento, di utopismo: la proposta di una formula nuova, ambiziosa e alternativa attirerebbe numerosi aderenti, grazie alla propaganda su Internet e in città e alla mobilitazione di amici e iscritti a club che oggi rinunciano a seguire il Cesena; ciò che manca sono gli attivisti, gente che abbia il tempo, la voglia, le energie e le risorse per farsi assorbire da un impegno così vincolante. A fronte di tale utopismo, diventano preponderanti le ragioni dei Falchi, ai quali non interessa null'altro che ritrovare il Cesena, sostenuto da spalle più solide e importanti di quelle attuali. A costoro oggi le Colombe possono opporre come alternativa solo il silenzio.
Un ultimo pensiero: quest'estate il Pisa, dopo anni di amarezze, ha cambiato proprietario. Tanto è bastato per fare accorrere alla presentazione della squadra cinquemila persone festanti. Tutti costoro non hanno la certezza della promozione in B; hanno però qualcosa di più importante: la speranza di una decisa inversione di rotta, l'improvvisa fortuna di ritrovarsi a sognare un futuro nuovo e diverso. La stessa cosa, pur se in proporzioni più ridotte, è avvenuta a Reggio Emilia, dove la presenza di nuovi soci ha riportato in città l'entusiasmo e l'affetto per la Reggiana. Falchi e Colombe della Romagna bianconera, in coro, si chiedono: "Quando toccherà a noi?".
Marco – cesenainbolgia
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Vorr'ia donna ciavarve / e quando v'o ciavà vorr'ia pagarve / Non perché i' ci abbia pensier / che vo' fe' per denari 'sto mestier / Ma perché non ci avesse umor / del scambiar il ciavar col far l'amor
(Fonte ignota)
Aveva la Martuzza un giorno tolta / la medicina e non potea cacare; / ond'ella avea dolor e pena molta / e quasi tutta si sentia crepare. / Talché temendo di restar sepolta / un grosso cazzo in cul si fe' cacciare: / guarì, ma nel guarir gustò sapore. / E' tenuta a dirlo al confessore?
Pietro Aretino, I dubbi amorosi
'A megghiu parola è chidda ca 'un si dici.
Proverbio siciliano