Rubriche - Il punto di due punti

 

DE VECCHI E IACHINI: DUE ERE DIVERSE 02/10/02
Dal momento che la barca bianconera fila che è un piacere, per scaramanzia ci concentriamo su chi sta peggio di noi, per esempio Walter De Vecchi, in odore di esonero dopo le tre sconfitte consecutive della sua Spal. L'occasione la offre un frequentatore del forum di Cesena in bolgia, Carlo, il quale si è concesso una piccola provocazione rivolta ai vecchi sostenitori dell'Avvocato.
"A quanto pare da un punto di vista tattivo - scrive Carlo sul forum - De Vecchi sta dimostrando le sue poche capacità di allenare. A Ferrara stanno già pensando a un suo esonero. A tal proposito mi chiedo: Dove sono gli incalliti sostenitori di De Vecchi, che lo scorso campionato dopo il suo allontanamento dalla panchina bianconera si erano scagliati contro tutti?".
Se Carlo è l'editore di Forza Cesena, amichevolmente gli ricordo una pagina del periodico al termine del campionato scorso, quando a corredo di una foto con De Vecchi in primo piano leggemmo una frase inequivocabile indirizzata al mister: "Avevi ragione tu!". Entrando invece nel merito della questione, ripeto quanto ho già detto: De Vecchi tatticamente a Cesena non ha dimostrato nulla di più di altri allenatori. Il suo Cesena giocava male e certe vittorie, in casa e fuori, parevano arrivare più per caso che per superiorità tecnico-tattica. Inoltre è indubbio che l'Avvocato avesse un carattere spigoloso, e forse lasciava a desiderare anche nel rapporto con i giocatori. De Vecchi come tecnico non ha convinto, e le difficoltà di una Spal costruita con giocatori di categoria superiore alimentano il sospetto sugli attuali limiti di questo allenatore.
Quello che però alcuni non hanno compreso è che De Vecchi era apprezzato dai tifosi per altre ragioni: dopo una sfilza di allenatori fin troppo mansueti nei confronti di una società restia ad assecondarli, era arrivato un uomo che amava dire le cose come stavano. Questo fin dal rinnovo del contratto, quando il mister pose la condizione di poter contare su almeno 14 giocatori di categoria (ma ci si mise di mezzo la norma, poi rimossa, della presenza obbligatoria in campo dell'under 81 e dell'under 83; la rosa fu allestita tenendo conto di essa e De Vecchi dovette rassegnarsi a fare con quello che aveva).
Anche in altre occasioni De Vecchi pretese chiarezza dalla società: per esempio spazzando via con una dichiarazione pubblica le ombre su eventuali accordi sotterranei tra Edmeo Lugaresi e Corrado Benedetti a inizio stagione, o chiedendo alla società attraverso i giornali quali dovessero essere gli obiettivi considerata la rosa messagli a disposizione. In questo De Vecchi, come detto, rappresentò una rottura con il passato dei Benedetti, Nicoletti, Tazzioli, Ferrario e altri ancora (Cuttone compreso), gente arrivata e andata via a capo chino, e quindi una garanzia per i tifosi rispetto a una società incapace di trasmettere fiducia. I cori pro-De Vecchi e gli striscioni contro i dirigenti seguiti all'esonero, gli sfoghi sul Web, posero cioè al centro della vicenda il De Vecchi-uomo, non il De Vecchi-tecnico.
Ciò detto, l'esperienza di De Vecchi a Cesena non fu fallimentare sul piano dei risultati, almeno rispetto a quanto fatto da altri allenatori. Il Cesena era ancora nei playoff quando venne allontanato, con una squadra che valeva assai meno di quella attuale. Mettete Myrtaj (7 gol in 4 partite) al posto di Zhabov (un gol in 15 gare) e Luppi al posto di Parlato in difesa e con la fascia da capitano, e De Vecchi (con tutto il rispetto per Iachini, già incensato in questa rubrica) avrebbe totalizzato più punti e sarebbe rimasto fino alla fine (è vero che fu lui a chiedere il bulgaro, ma è pur vero che il mercato lo fece De Falco, mica Foschi; uno come Myrtaj, De Vecchi lo avrebbe accolto a braccia aperte).
Si tenga poi conto del fatto che De Vecchi provò sulla fascia sinistra i vari Bravo, Ferri, Stringardi, Sassarini, sempre con risultati deludenti, senza ottenere nulla o quasi dalla società in un ruolo così clamorosamente scoperto. In estate De Vecchi voleva Albino per la squadra che aveva in mente, ma dovette accontentarsi di Bonfanti e cambiare modulo; Iachini, invece, ha avuto ben presto (dopo il suo amico Luppi) Bianchi e Vasari per coprire quelli che riteneva dei buchi. In più, De Vecchi operò in un ambiente societario per nulla compatto sul suo nome, e agli attestati di stima di Giorgio Lugaresi si alternava il rumoroso brontolio di Edmeo, da sempre preludio di addii anticipati.
In definitiva, se Iachini ha oggi come punto di riferimento un certo Rino Foschi, il papà di questo Cesena, De Vecchi ebbe come punto di riferimento un bel po' di confusione. Dunque, se è giusto incensare Iachini, non lo è criticare De Vecchi, uno dei pochi allenatori ad andarsene a testa alta e con tutti i tifosi dalla sua parte.
Marco – cesenainbolgia
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Vorrei far capire ai procuratori che il loro ruolo non è solo quello di arricchirsi e fare arricchire i loro assistiti facendogli cambiare squadra ogni anno. Io sarò un romantico, ma credo che affezionarsi a una maglia, a una squadra, ai tifosi, sia ancora la cosa importante per chi gioca al calcio. Ma molti procuratori pensano che il loro lavoro cominci e finisca con la firma del contratto.
Roberto Mancini in un'intervista al Venerdì, 27/08/99
Rispetto ad altri sport i calciatori sono sottopagati: pensiamo alla Formula Uno e all'NBA.
Alessandro Del Piero in un'intervista a Panorama, 02/09/99
I lavori sono tutti schifosi.
Nanni Balestrini
Io le feste del lavoro non le ho mai concepite. Ma che scherziamo, la festa del lavoro.
Nanni Balestri

Dal momento che la barca bianconera fila che è un piacere, per scaramanzia ci concentriamo su chi sta peggio di noi, per esempio Walter De Vecchi, in odore di esonero dopo le tre sconfitte consecutive della sua Spal. L'occasione la offre un frequentatore del forum di Cesena in bolgia, Carlo, il quale si è concesso una piccola provocazione rivolta ai vecchi sostenitori dell'Avvocato.

"A quanto pare da un punto di vista tattivo - scrive Carlo sul forum - De Vecchi sta dimostrando le sue poche capacità di allenare. A Ferrara stanno già pensando a un suo esonero. A tal proposito mi chiedo: Dove sono gli incalliti sostenitori di De Vecchi, che lo scorso campionato dopo il suo allontanamento dalla panchina bianconera si erano scagliati contro tutti?".

 

Se Carlo è l'editore di Forza Cesena, amichevolmente gli ricordo una pagina del periodico al termine del campionato scorso, quando a corredo di una foto con De Vecchi in primo piano leggemmo una frase inequivocabile indirizzata al mister: "Avevi ragione tu!". Entrando invece nel merito della questione, ripeto quanto ho già detto: De Vecchi tatticamente a Cesena non ha dimostrato nulla di più di altri allenatori. Il suo Cesena giocava male e certe vittorie, in casa e fuori, parevano arrivare più per caso che per superiorità tecnico-tattica. Inoltre è indubbio che l'Avvocato avesse un carattere spigoloso, e forse lasciava a desiderare anche nel rapporto con i giocatori. De Vecchi come tecnico non ha convinto, e le difficoltà di una Spal costruita con giocatori di categoria superiore alimentano il sospetto sugli attuali limiti di questo allenatore.

 

Quello che però alcuni non hanno compreso è che De Vecchi era apprezzato dai tifosi per altre ragioni: dopo una sfilza di allenatori fin troppo mansueti nei confronti di una società restia ad assecondarli, era arrivato un uomo che amava dire le cose come stavano. Questo fin dal rinnovo del contratto, quando il mister pose la condizione di poter contare su almeno 14 giocatori di categoria (ma ci si mise di mezzo la norma, poi rimossa, della presenza obbligatoria in campo dell'under 81 e dell'under 83; la rosa fu allestita tenendo conto di essa e De Vecchi dovette rassegnarsi a fare con quello che aveva).

 

Anche in altre occasioni De Vecchi pretese chiarezza dalla società: per esempio spazzando via con una dichiarazione pubblica le ombre su eventuali accordi sotterranei tra Edmeo Lugaresi e Corrado Benedetti a inizio stagione, o chiedendo alla società attraverso i giornali quali dovessero essere gli obiettivi considerata la rosa messagli a disposizione. In questo De Vecchi, come detto, rappresentò una rottura con il passato dei Benedetti, Nicoletti, Tazzioli, Ferrario e altri ancora (Cuttone compreso), gente arrivata e andata via a capo chino, e quindi una garanzia per i tifosi rispetto a una società incapace di trasmettere fiducia. I cori pro-De Vecchi e gli striscioni contro i dirigenti seguiti all'esonero, gli sfoghi sul Web, posero cioè al centro della vicenda il De Vecchi-uomo, non il De Vecchi-tecnico.

 

Ciò detto, l'esperienza di De Vecchi a Cesena non fu fallimentare sul piano dei risultati, almeno rispetto a quanto fatto da altri allenatori. Il Cesena era ancora nei playoff quando venne allontanato, con una squadra che valeva assai meno di quella attuale. Mettete Myrtaj (7 gol in 4 partite) al posto di Zhabov (un gol in 15 gare) e Luppi al posto di Parlato in difesa e con la fascia da capitano, e De Vecchi (con tutto il rispetto per Iachini, già incensato in questa rubrica) avrebbe totalizzato più punti e sarebbe rimasto fino alla fine (è vero che fu lui a chiedere il bulgaro, ma è pur vero che il mercato lo fece De Falco, mica Foschi; uno come Myrtaj, De Vecchi lo avrebbe accolto a braccia aperte).

 

Si tenga poi conto del fatto che De Vecchi provò sulla fascia sinistra i vari Bravo, Ferri, Stringardi, Sassarini, sempre con risultati deludenti, senza ottenere nulla o quasi dalla società in un ruolo così clamorosamente scoperto. In estate De Vecchi voleva Albino per la squadra che aveva in mente, ma dovette accontentarsi di Bonfanti e cambiare modulo; Iachini, invece, ha avuto ben presto (dopo il suo amico Luppi) Bianchi e Vasari per coprire quelli che riteneva dei buchi. In più, De Vecchi operò in un ambiente societario per nulla compatto sul suo nome, e agli attestati di stima di Giorgio Lugaresi si alternava il rumoroso brontolio di Edmeo, da sempre preludio di addii anticipati.

 

In definitiva, se Iachini ha oggi come punto di riferimento un certo Rino Foschi, il papà di questo Cesena, De Vecchi ebbe come punto di riferimento un bel po' di confusione. Dunque, se è giusto incensare Iachini, non lo è criticare De Vecchi, uno dei pochi allenatori ad andarsene a testa alta e con tutti i tifosi dalla sua parte.

 

 

 

Marco – cesenainbolgia 02/10/2002

 

 

 

 

 

 

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Vorrei far capire ai procuratori che il loro ruolo non è solo quello di arricchirsi e fare arricchire i loro assistiti facendogli cambiare squadra ogni anno. Io sarò un romantico, ma credo che affezionarsi a una maglia, a una squadra, ai tifosi, sia ancora la cosa importante per chi gioca al calcio. Ma molti procuratori pensano che il loro lavoro cominci e finisca con la firma del contratto.

Roberto Mancini in un'intervista al Venerdì, 27/08/99


Rispetto ad altri sport i calciatori sono sottopagati: pensiamo alla Formula Uno e all'NBA.

Alessandro Del Piero in un'intervista a Panorama, 02/09/99


I lavori sono tutti schifosi.

Nanni Balestrini


Io le feste del lavoro non le ho mai concepite. Ma che scherziamo, la festa del lavoro.

Nanni Balestrini