Rubriche - Il punto di due punti

 

SOCIETA' E TIFOSI: VOCI, MISFATTI E CONSIGLI 08/10/02
Lunedì sul Corriere Fabio Benaglia, commentando il comportamento della curva Mare di domenica scorsa (tributi al povero Lucchi, a Foschi e a Iachini; striscione polemico per l'aumento dei prezzi e cori contro Giorgio Lugaresi) auspicava che i risultati inducano società e tifosi a cercare un dialogo franco e sereno. Eppure proprio domenica, dopo la partita, l'eccitazione per la vittoria e il primato in classifica faceva da contraltare alle voci riguardo pressioni della società stessa sul quotidiano La Voce, reo secondo i dirigenti del Cesena di avere concesso spazio a una lettera delle WSB dai contenuti polemici. In particolare si diceva che un dirigente avesse avvertito il giornale che, se sarà mantenuta una linea di apertura verso le WSB, ai giocatori sarebbe stato impedito di rilasciare interviste al quotidiano.
Sempre domenica circolava poi la voce secondo cui anche Andrea Fabbri, presidente del club E Tinàz e ideatore di una trasmissione televisiva in cui si parla del Cesena, sia stato fatto oggetto di attenzioni da parte dei dirigenti bianconeri. I quali però non avrebbero pensato a un dialogo franco e sereno, ma avrebbero chiesto a Giulio Benedetti di allontanare Fabbri e il suo club dal Centro coordinamento. La colpa di Fabbri? In trasmissione dice quello che pensa. (Sia detto per inciso: Andrea Fabbri e i ragazzi del direttivo WSB sono tra i pochi che, quando fra due o tre anni saremo tornati in A, potranno dire "In C io c'ero"; gente che ha seguito il Cesena nei buchi più nascosti del Nord Italia pur essendo consapevoli delle alte probabilità di andare a ingoiare dei rospi.)
Come premesso, si tratta solo di voci, le quali di bocca in bocca possono venire ingigantite o stravolte, sempre che abbiano un qualche fondamento, sta di fatto però che risultano verosimili poiché già in altre occasioni si sono sollevati sospetti sul coinvolgimento dei dirigenti dell'A.C. Cesena riguardo episodi simili. Per esempio l'arrivo in curva Mare, nell'intervallo di una partita dello scorso anno, di un ex capo ultrà dai toni poco cordiali; oppure l'allontanamento due anni fa della "Voce del popolo", Franco Bocchini, dalla trasmissione TV Il bianco e il nero; o ancora, la presunta richiesta di allontanare Roberto Chiesa da Tele San Marino (a proposito, lo speaker di un lungo servizio sul caso Cogne del TG5, la settimana scorsa, era proprio Chiesa; complimenti); lo stesso Andrea Fabbri l'anno scorso fu convocato in sede per un incontro non del tutto franco e non del tutto sereno, e la stessa cosa capitò all'autore di uno dei primi siti Web dedicati al Cesena, Cuore Bianconero.
Prima di chiedersi come queste vie tortuose per raggiungere i tifosi (anche quando questi sono giornalisti o commentatori televisivi) possano rappresentare dei segnali di distensione, e se tali voci siano vere, bisogna ammettere che il solo fatto che esse circolano, riproponendosi di tanto in tanto fedeli a se stesse, dimostra l'acuirsi della diffidenza verso una società che, nonostante i risultati, resta molto lontana dai cuori. Anche per questo il tentativo dei dirigenti, attraverso dichiarazioni pubbliche, di isolare i contestatori in sacche limitate della tifoseria, come si è visto, non produce alcun frutto (più gente va in curva, per esempio, più gente si ritrova compatta nei cori, più gente ama essere partecipe e solidale con un gruppo che acquista via via forza, consistenza e legittimazione).
I miei suggerimenti a Giorgio Lugaresi per tentare pian piano di ricucire i rapporti tra società e tifosi sono questi: innanzitutto ci dovrà essere per un bel po' il conforto dei risultati, i quali sono legati, a breve termine, al ruolo di Rino Foschi. Ma questo non basta; il disamore dei tifosi infatti è tale, e soprattutto si è protratto tanto a lungo che, qualora ci fosse una tregua (magari per una promozione e un bel campionato di B), questa sarebbe una tregua armata, e cori e striscioni tornerebbero fuori alla prima occasione. E' importante per Giorgio dimostrare alla tifoseria un impegno costante, trasparente, inequivoco a cercare di coinvolgere il mondo imprenditoriale nel Cesena, nonostante le vicende (che attendono ancora una spiegazione) di quest'estate. Naturalmente dovrà trattarsi di un coinvolgimento decisivo, non a livello di microsponsorizzazioni, ma di cessioni o redistribuzioni importanti di quote. Se Giorgio continuerà a ottenere risultati perseguendo l'obiettivo di traghettare la società bianconera verso il mondo imprenditoriale, convincendo i tifosi della purezza delle sue intenzioni, allora la speranza di riunire società e tifosi ci sarà.
Marco – cesenainbolgia
--------------------------------------------------------------------------------
Noi vigliacchi, per la natura stessa del nostro carattere friabile, siamo fenomenali nel capire al volo se chi ci sta a meno di quaranta cm fa sul serio o se ci prende per il culo.
Filippo Scòzzari, Prima pagare, poi ricordare
Le parole devono essere tutte indispensabili.
Daniil Charms, I diar

Lunedì sul Corriere Fabio Benaglia, commentando il comportamento della curva Mare di domenica scorsa (tributi al povero Lucchi, a Foschi e a Iachini; striscione polemico per l'aumento dei prezzi e cori contro Giorgio Lugaresi) auspicava che i risultati inducano società e tifosi a cercare un dialogo franco e sereno. Eppure proprio domenica, dopo la partita, l'eccitazione per la vittoria e il primato in classifica faceva da contraltare alle voci riguardo pressioni della società stessa sul quotidiano La Voce, reo secondo i dirigenti del Cesena di avere concesso spazio a una lettera delle WSB dai contenuti polemici. In particolare si diceva che un dirigente avesse avvertito il giornale che, se sarà mantenuta una linea di apertura verso le WSB, ai giocatori sarebbe stato impedito di rilasciare interviste al quotidiano.

Sempre domenica circolava poi la voce secondo cui anche Andrea Fabbri, presidente del club E Tinàz e ideatore di una trasmissione televisiva in cui si parla del Cesena, sia stato fatto oggetto di attenzioni da parte dei dirigenti bianconeri. I quali però non avrebbero pensato a un dialogo franco e sereno, ma avrebbero chiesto a Giulio Benedetti di allontanare Fabbri e il suo club dal Centro coordinamento. La colpa di Fabbri? In trasmissione dice quello che pensa. (Sia detto per inciso: Andrea Fabbri e i ragazzi del direttivo WSB sono tra i pochi che, quando fra due o tre anni saremo tornati in A, potranno dire "In C io c'ero"; gente che ha seguito il Cesena nei buchi più nascosti del Nord Italia pur essendo consapevoli delle alte probabilità di andare a ingoiare dei rospi.)

 

Come premesso, si tratta solo di voci, le quali di bocca in bocca possono venire ingigantite o stravolte, sempre che abbiano un qualche fondamento, sta di fatto però che risultano verosimili poiché già in altre occasioni si sono sollevati sospetti sul coinvolgimento dei dirigenti dell'A.C. Cesena riguardo episodi simili. Per esempio l'arrivo in curva Mare, nell'intervallo di una partita dello scorso anno, di un ex capo ultrà dai toni poco cordiali; oppure l'allontanamento due anni fa della "Voce del popolo", Franco Bocchini, dalla trasmissione TV Il bianco e il nero; o ancora, la presunta richiesta di allontanare Roberto Chiesa da Tele San Marino (a proposito, lo speaker di un lungo servizio sul caso Cogne del TG5, la settimana scorsa, era proprio Chiesa; complimenti); lo stesso Andrea Fabbri l'anno scorso fu convocato in sede per un incontro non del tutto franco e non del tutto sereno, e la stessa cosa capitò all'autore di uno dei primi siti Web dedicati al Cesena, Cuore Bianconero.

 

Prima di chiedersi come queste vie tortuose per raggiungere i tifosi (anche quando questi sono giornalisti o commentatori televisivi) possano rappresentare dei segnali di distensione, e se tali voci siano vere, bisogna ammettere che il solo fatto che esse circolano, riproponendosi di tanto in tanto fedeli a se stesse, dimostra l'acuirsi della diffidenza verso una società che, nonostante i risultati, resta molto lontana dai cuori. Anche per questo il tentativo dei dirigenti, attraverso dichiarazioni pubbliche, di isolare i contestatori in sacche limitate della tifoseria, come si è visto, non produce alcun frutto (più gente va in curva, per esempio, più gente si ritrova compatta nei cori, più gente ama essere partecipe e solidale con un gruppo che acquista via via forza, consistenza e legittimazione).

 

I miei suggerimenti a Giorgio Lugaresi per tentare pian piano di ricucire i rapporti tra società e tifosi sono questi: innanzitutto ci dovrà essere per un bel po' il conforto dei risultati, i quali sono legati, a breve termine, al ruolo di Rino Foschi. Ma questo non basta; il disamore dei tifosi infatti è tale, e soprattutto si è protratto tanto a lungo che, qualora ci fosse una tregua (magari per una promozione e un bel campionato di B), questa sarebbe una tregua armata, e cori e striscioni tornerebbero fuori alla prima occasione. E' importante per Giorgio dimostrare alla tifoseria un impegno costante, trasparente, inequivoco a cercare di coinvolgere il mondo imprenditoriale nel Cesena, nonostante le vicende (che attendono ancora una spiegazione) di quest'estate. Naturalmente dovrà trattarsi di un coinvolgimento decisivo, non a livello di microsponsorizzazioni, ma di cessioni o redistribuzioni importanti di quote. Se Giorgio continuerà a ottenere risultati perseguendo l'obiettivo di traghettare la società bianconera verso il mondo imprenditoriale, convincendo i tifosi della purezza delle sue intenzioni, allora la speranza di riunire società e tifosi ci sarà.

 

Marco – cesenainbolgia  08/10/02

 

 

--------------------------------------------------------------------------------

 

Noi vigliacchi, per la natura stessa del nostro carattere friabile, siamo fenomenali nel capire al volo se chi ci sta a meno di quaranta cm fa sul serio o se ci prende per il culo.

Filippo Scòzzari, Prima pagare, poi ricordare



Le parole devono essere tutte indispensabili.

Daniil Charms, I diari