Rubriche - Il punto di due punti


Ci sono diversi segnali che ci spingono ad affermare che questo per il Cesena possa essere l'anno buono, e i giornali locali non esitano a coglierli. Primo su tutti il fatto che dopo due passi falsi (pareggio interno con l'Arezzo, sconfitta in casa della Pro Patria) il Cesena ha mantenuto la testa della classifica, per puntellarla con il ritorno alla vittoria contro la Carrarese.
Qui più che dal Cesena i segnali positivi arrivano dalle nostre avversarie, incapaci di approfittare delle battute d'arresto d ella capolista. Solo il Treviso e il Padova, tra le squadre che ci seguono a ruota, vantano un certo blasone e risultano come tali candidate credibili alla vittoria del campionato (o, con tutto il rispetto, temiamo quali concorrenti in vista del primato finale il Prato, l'Albinoleffe, la Pro Patria, la giovanissima e rivoluzionata Pistoiese?), mentre gli squadroni della vigilia - Pisa, Lucchese, Spezia, Spal - restano fermi agli ultimi posti della classifica, distanziati di dieci, undici punti dalla vetta. A meno di recuperi miracolosi da parte di queste squadre, dunque, e salvo sorprese clamorose legate a più o meno piccole outsider (tra cui la Reggiana), già a questo punto non è azzardato ipotizzare che principali candidate alla promozione diretta siano il Cesena, il Treviso e il Padova.

Il cerchio insomma appare già ristretto di un bel po'. Va pure detto che mantenere la testa della classifica dalla prima giornata rafforza le sensazioni positive, poiché una capolista deve reggere il primato anzitutto psicologicamente, contro avversarie che sul campo ti affrontano con uno stimolo in più.

Un secondo segnale incoraggiante proviene dal campo. L'impressione degli spettatori, quella dello stesso Iachini (che invita a non avere fretta a piegare gli avversari e a non farsi prendere dalla frenesia), è che il Cesena prima o poi, in un modo o nell'altro, il gol lo troverà; e con una certezza del genere diventa sufficiente confidare in una difesa solida e concentrata. Sia contro l'Alzano che contro la Carrarese abbiamo ottenuto la vittoria per 2-0 senza costruire gioco; lo stesso è accaduto a Lucca, quando ci è parso fin troppo facile vincere una partita in trasferta. Nell'unica sconfitta interna del forte Padova, il Cesena di reti ne ha fatte tre, sempre senza avere costruito molto altro oltre alle azioni dei gol.

Ora, secca affermare di essere Myrtaj-dipendenti, ma se siamo onesti dobbiamo renderci conto che quelle certezze di trovare prima o poi il gol derivano dalla presenza in campo dell'albanese. Chiedere per una conferma all'Arezzo, l'unica squadra che ha fatto punti al Manuzzi (peraltro il suo unico punto in quattro trasferte) e che qua si è presentata in campo a viso aperto, anzi perfino disinvolta e a tratti arrembante, puntando chiaramente ai tre punti. Un atteggiamento dettato dall'assenza di Myrtaj: come se i toscani dovessero assolutamente approfittare di tanta grazia ricevuta dalla Federazione albanese. Se fosse stato in campo Florian, l'Arezzo sarebbe stato, sin dal primo minuto di gioco, parecchio più prudente, e forse avrebbe perso. Troppo facile poi fare due più due e ricordare che nell'unica sconfitta in campionato Myrtaj non c'era, e che con lui gli avversari iniziano la partita con un handicap psicologico e tecnico (sacrificare un paio di uomini alla marcatura dell'attaccante più forte della C1).

Infine, un altro segnale che questo possa essere l'anno buono proviene dal fatto che il Cesena fa punti giocando male, lasciando però intravedere buoni margini di miglioramento. Innanzitutto perché prima o poi verranno risolti i problemi a centrocampo, dove, considerate le difficoltà tattiche e fisiche di Bettoni e la mancanza di alternative all'altezza, si è sempre arrancato offrendo la supremazia in quella zona del campo alle squadre affrontate, poi per l'inserimento di Vasari. Dovessimo ritrovare il miglior Bettoni (il quale si dovrà comunque adattare a una posizione troppo arretrata per le sue caratteristiche tecniche e agonistiche) e recuperare il migliore Vasari (giocatore che, come Myrtaj, dovrà essere controllato da almeno due avversari, liberando campo ai centrocampisti), allora a quel punto nemmeno Treviso e Padova ci faranno paura (e magari ci divertiremo anche un po'di più).

E poi quest'anno, sul Cesena, veglia Rino Foschi. E' questo infine il segnale più incoraggiante.

 

Marco – cesenainbolgia 23/10/2002

 

 
 

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La direzione del Dorset County Hospital di Dorchester, Gran Bretagna, ha vietato alle infermiere del reparto maschile di cardiologia abbigliamenti provocanti, come il tanga sotto l'uniforme che si vede in trasparenza e causa alterazioni pericolose al battito del cuore dei pazienti. Le infermiere protestano sostenendo che il tanga è molto pratico e d'estate tiene fresco.

Corriere della Sera, 15/08/2000

 

Il vero maschio? Quello che sa espandere il cervello almeno quanto il sesso.

Sharon Stone

 

Con meno di otto centimetri non ci fai niente, ma anche i superdotati hanno e danno problemi: fanno talmente male!

Selen