Rubriche - Il punto di due punti

Il Treviso e il Cesena condividono il tetto della classifica, prefigurando un'altalena al vertice che, vista la distanza che le separa dalle squadre indicate alla vigilia come favorite, potrebbe vederle da sole e a lungo a braccetto. A parte il primato, però, null'altro le unisce. Anzi direi che le due squadre, per come si presentano in campo, sembrano diversissime.
Il Treviso ricorda la squadra della scorsa stagione (ma non illudiamoci che il suo campionato segua quello stesso destino; gli anni difficilmente si ripetono uguali): una formazione solida, quadrata, compatta che, almeno in casa, non concede alcuna palla gol agli ospiti, e che riesce a imporre le sue geometrie. Il Treviso è, alla fin fine, una squadra noiosa, che avanza con lentezza per linee orizzontali, ma che affonda poco e con poca efficacia, almeno in rapporto al possesso di palla e alla pressione che esercita; una squadra che punta tutto sulla prudenza, tenendo la palla sulla trequarti, e sull'organizzazione del gioco.

Il Treviso, inoltre, manca in avanti di giocatori che facciano la differenza (l'imulso alla vittoria di domenica è arrivato dal giovanissimo Foggia, il suo elemento più imprevedibile, entrato nella ripresa) e le due punte titolari biancocelesti, Lorenzini e Chianese, non valgono secondo me quelle di altre formazione del nostro girone (Succi e Ginestra del Padova, Gasparetto e Basso del Prato, Carruezzo e De Florio della Lucchese, Ambrosi e Varricchio - o Frati - del Pisa e forse altre coppie ancora). I risultati ottenuti finora - parecchie vittorie con un gol di scarto - rispecchiano la forza e i limiti di questo Treviso.

Il Cesena invece ha vinto solo due partite, su sette, per un solo gol di scarto (e non per 1-0, ma entrambe per 3-2) e finora ha esibito ben altro spessore in zona gol, capitalizzando al meglio le poche azioni costruite, peraltro frutto nella maggior parte dei casi di iniziative dei singoli, più che di una manovra corale. Il Cesena, al contrario del Treviso, non ha un' organizzazione di gioco e punta tutto sulla grinta dei suoi giovani e giovanissimi "Iachini", oltre che sugli acuti dei suoi fuoriclasse (per la categoria), cioè Luppi, Vasari e Myrtaj (il che ci porta a pensare che se quest' anno non c'è una squadra ammazzacampionato, è perché non c'è una squadra con la coralità del Treviso e le individualità del Cesena).

Se il Treviso è noioso, il Cesena è divertente. Non tanto per i tifosi bianconeri, abituati a soffrire le pene dell'inferno in ogni partita o quasi, quanto per l'osservatore distaccato: il Cesena è la squadra che più lascia giocare gli avversari in casa e fuori, e che più di altre può esibire certi colpi, grazie a Vasari e Myrtaj, che il pubblico della C non si gusta mai.

Sarà interessante vedere chi la spunterà fra due squadre così diverse. Certo è che fra le due, teoricamente, chi rischia di più è proprio il Cesena. Senza un gioco convincente, infatti, per restare lassù è necessario che i suoi assi stiano bene. Basti dire che senza Myrtaj abbiamo raccolto un punto stentato in due partite (Arezzo in casa e Pro Patria fuori) e che in trasferta senza Luppi e Vasari pochi pregustano una vittoria, mentre i più alla vigilia si accontenterebbero di un pareggio.

Lo staff medico bianconero assicura che i numerosi infortuni che hanno colpito i giocatori del Cesena nelle ultime settimane (stiramenti e distorsioni) sono figli del caso. Speriamo, perché in tal caso basterà che giri la ruota della fortuna; diversamente rischieremo col tempo di essere risucchiati e di vedere decollare il Treviso. Si tenga presente infatti che è più difficile vincere in casa (totalizzando tre punti) piuttosto che pareggiare fuori (e raccogliere un punticino), e che in casa, tolta la prossima col Lumezzane, cominceremo a ricevere avversari che, nel complesso, sono di ben altro livello rispetto ai vari Cittadella, Arezzo, Alzano, Carrarese, Varese affrontati finora (il Prato, la squadra più forte del lotto, per ampi tratti della partita al Manuzzi ci ha preso per un punchball). Le prossime saranno, per capirci, Spezia, Padova, Albinoleffe, Lucchese, Pro Patria, Reggiana, Spal, Pistoiese e Pisa. Fino all' ultima in casa e all'ultima di campionato, proprio con il Treviso.

Personalmente, non soffro di tachicardia, e sarebbe spettacolare ammirare un Manuzzi strabordante di tifo e bandiere per una partita del genere se dovesse essere decisiva. Però vorrei tanto che il 10 maggio, alla vigilia di Cesena-Treviso, fossimo già in B. Ma per questo bisognerà acquistare un po' di Salutina (la medicina che guarisce tutto e subito) e, a gennaio (ma non il 31; il 2!), almeno un regista di centrocampo. Potrebbero infatti bastare un regista e la Salutina per arrivare primi con una giornata di anticipo.

 

Marco – cesenainbolgia 20/11/2002