Rubriche - La Nostra Romagna
In un periodo di crisi finanziaria nel quale ci stiamo trovando, parlare di autonomia della Romagna può sembrare una cosa desueta, è questa un ulteriore appiglio dell’ennesimo con il quale mi sono trovato a confrontare. Il solito luogo comune che la Romagna divisa avrebbe tutto da perdere perché “ridotta di superficie” e non reggerebbe il confronto con l’Emilia “perchè non ha le industrie…”, motivazioni buttate lì alle quali oramai mi sono abituato rispondere preparato. Poi chi sta dall’altra parte finge di non capire ma intanto un’altra breccia è stata aperta solo con il fatto di discuterne. Se ne parla poco, anzi semmai non se ne parla proprio, e dispiace che chi a destra anche strumentalmente (e ribadisco, anche !) non continui a farlo successivamente alla campagna elettorale, insistendo anzi maggiormente sulla scia delle elezionini vinte. Non sia mai che sorga il dubbio che quello della Regione Romagna sia un pretesto per prendere voti in più ma poi non ci si creda veramente. Io ci credo veramente ! In questi anni non ho mai ceduto di un millimetro, sebbene sia iscritto ad un partito di sinistra del quale, buona parte dei dirigenti a livello locale che ne fanno parte, osteggiano notoriamente questa causa. Da che cosa valutare l’operato quindi se non dai fatti concreti. Uno dei quali è la proposta di legge costituzionale intitolata “Istituzione della Regione Romagna” depositato alla Camera dei Deputati il 29 aprile 2008. Ora, sul contenuto nulla da eccepire, mi pare una proposta ben fatta. Il problema è che in quegli stessi giorni di proposte di legge ne sono state depositate veramente tante, e quello che mi spaventa è l’iter procedurale che dovrà seguire per essere eventualmente convertita in legge. Non vorrei che venisse dimenticata in qualche cassetto per poi essere ritirata in un momento utile ad affossarla. Metti la mancanza di numero legale, oppure peggio il numero di oppositori alla legge rispetto a quelli favorevoli, per mancanze di persone in aula, tra commissioni varie e uscite di servizio. Il Parlamento è strano, non sai come prenderlo, nell’anomalia della doppia seduta in entrambe le camere ci si può anche aspettare che venga barattata con qualcos’altro. Il rischio di un inciucio tra PD e PDL poi è sempre dietro l’angolo, a dimostrazione di questo fatto le migliaia di firme nei referendum di iniziativa popolare raccolte dai meetup grillino poi accantonate da chi si doveva fare garante delle istanze proposte.

La sconfitta della sinistra deve insegnare qualcosa, che questo argomento non deve restare più un tabù, che va affrontato altrimenti ci pensa qualcun altro a farlo. Occorre una reazione di orgoglio dei nostri politici locali nei confronti di un governo accentratore e soprattutto estraneo che non cura gli interessi prioritari dei romagnoli ma se ne interessa solo quando fa comodo. Non nascondo che i recenti (e tardivi) sviluppi sulla questione dell’Aeroporto di Forlì che ha rotto con Bologna, e il mancato tentativo di accorpamento di quest’ultimo di quello di Rimini per ritorsione, mi abbiano lasciato una certa soddisfazione. Semmai Forli e Rimini che collaborano insieme in unica società che gestisca un grande aeroporto romagnolo, perché no ? E’questa tuttavia una mia ipotesi nella quale non mi posso addentrare non avendone una competenza tecnica. Ma è quello che mi auguro.

A maggior ragione di un prossimo federalismo fiscale occorre accelerare a giungere alla Regione Romagna, perché esso rischia a mio parere di rivelarsi un arma a doppio taglio per noi, vista la maggior disponibilità economica dovuta alle maggiori competenze attribuite della quale anche l’Emilia-Romagna può avvalersi, e non la Romagna come dovrebbe essere.

Contano i fatti, hanno avuto un’intera legislatura di 5 anni per governare, pertanto per me è come se avessero già fallito. Ora hanno il compito di salvare la faccia, non vale nemmeno di ritornare per ripicca sui loro passi facendo dietrofront, farebbero il loro male oltre che quello dei romagnoli.

Occorre vigilare e questo sta ad ognuno, mi rendo conto che non è facile visto l’imponente impianto burocratico, ma già parlarne tra la gente vuol dire tanto. Puntano a fare dimenticare, a distrarre le persone per allontanarle dal loro scopo, non c’è nulla di più temibile di quello che è il loro obiettivo: il silenzio delle coscienze !

 

- MONARKA -