Rubriche - La Nostra Romagna

Ciò che di più insidioso vi possa essere e che temo molto è l’omogeneizzazione culturale.

Essa si insinua in maniera subdola nelle menti, quando viene a mancare un clima di tensione utile a distinguere in maniera critica e obiettiva la realtà dei fatti.

Occorre dunque vigilare attentamente, partendo dalle piccole cose, innanzitutto da quell’importante trattino (non insignificante, come taluni vorrebbero far credere) che sta inserito nella Costituzione della Repubblica Italiana, quella Legge fondamentale dello Stato per la quale molti politicanti si sono stracciati le vesti pur di non cambiare nulla.

Sempre più sovente capita d’imbattersi in insegne nelle quali risulta la dizione “Emilia Romagna” piuttosto che “Emilia-Romagna”; che lo faccia un importante banca, in quanto privata ci può anche stare (anche se rimane sempre sbagliato farlo), che lo facciano invece le istituzioni pubbliche (in primis, il TG RAI regionale pagato con il canone di tutti i cittadini) lo trovo riprovevole.

Nulla è fatto per caso, in questo ad esempio si vuole convincere nel tempo la gente che “Romagna” sia la continuazione letteraria del termine “Emilia” come se entrambi i termini rappresentassero la stessa cosa; è forse quindi da scartare a priori l’ipotesi, che dopo una prolungata alienazione, qualche folle burocrate tenti di abolire la Romagna per iscritto, cancellandoci come identità e facendoci tornare alla vecchia dizione dello Statuto Albertino che, tra le regioni, cita solo l’Emilia ?

L’Emilia-Romagna è una regione composta, una forzatura amministrativa che lega, confondendole in maniera assurda, 2 regioni di fatto differenti, ma dove, a differenza del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, non sono nemmeno riconosciuti dei confini storici atti a definire quale sia il territorio dell’Emilia e quale quello della Romagna.

Mi rendo sempre più conto che si stia andando verso un vuoto collettivo abilmente progettato, così da qualche tempo ho il piacere di fornire il mio umile contributo a Wikipedia, la più grande enciclopedia libera online; il comico Beppe Grillo spesso ne parla nei suoi spettacoli come esempio di opensource utile a condividere universalmente l’insieme delle conoscenze acquisite, con tutti i vantaggi e, allo stesso tempo, i problemi che può comportare. Si, perché in quanto modificabile da chiunque (e se lo fa alla luce del sole chi come me si registra come utente, non è altrettanto per chi lo fa restando anonimo), la qualità delle voci presenti non è sempre garantita, e può capitare di imbattersi a volte in castronerie scritte da chi non ha competenza in una determinata materia, senza alcun riferimento bibliografico.

Tuttavia sono i principi che stanno alla base quelli che condivido, ovvero quello di una conoscenza non standardizzata resa accessibile a chiunque; i rischi connessi sono già presi in considerazione da chi vi “lavora” giornalmente perché si mantenga una linea neutrale nelle materie più sensibili, e quindi evitando che si dia una visione interpretativa nella scrittura degli articoli.

Io nel mio piccolo ho lanciato un’idea che ha già accolto i primi consensi, ovvero il progetto sul quale si sta lavorando per la creazione di un Portale Romagna, una piccolissima goccia nel mare della globalizzazione utile a distinguerci, per il quale mi auguro che sempre più persone di buona volontà (anche NON romagnoli, tutto è molto libero) partecipino.

Anche qui bisogna fare molta attenzione perché della democrazia c’è sempre chi ne abusa nascondendosi, e nuovi fascisti (che non sono solo da una parte) si nascondono per riciclarsi meglio, sapendo benissimo che con le parole a volte che si fanno i danni peggiori.

 

- MONARKA -