Rubriche - La Nostra Romagna

ROMAGNA: regione storico-geografica dell’Italia settentrionale, posta fra l’appennino, le valli Marecchia, Conca, Santerno , Sillaro e il mare Adriatico. Appartiene alla regione amministrativa Emilia-Romagna e comprende le province di   Forlì-Cesena, di   Ravenna e di   Rimini (dal 1992); storicamente anche l’imolese e parte delle province di Firenze e di Pesaro-Urbino. Montuosa (appennino tosco-romagnolo) e pianeggiante nella fascia costiera. Tradizionale regione agricola (viticoltura, orticoltura, pollicoltura), ha una fiorentissima risorsa  nel turismo balneare (Rimini,   Riccione,   Cattolica,   Milano    Mùarittima). L’industria , fino agli anni ’50 legata alla trasformazione dei prodotti agricoli, si è sviluppata nei settori tessile, chimico, delle calzature e del mobile. Ancora importante l’artigianato d’arte della ceramica (Faenza).

Sotto Augusto la Romagna fece parte dell’VIII regione. Invasa dai longobardi, occupata dai bizantini, passò alla Chiesa (1278), a cui restò fino all’arrivo delle truppe napoleoniche; fece parte della Repubblica Cispadana e, restituita alla Chiesa (1815), insorse più volte durante il periodo risorgimentale (1820,’31,’45,’49).

(FONTE: Enciclopedia Universale Garzanti, edizione 1995)

Cartina della Romagna

Questa non è certo propaganda romagnolista, ma la realtà dei fatti. La Romagna ha una sua storia, che l’Emilia non ha, ed un suo territorio ben specifico, con confini ben precisi che i politici che ci rappresentano non hanno la volontà di riconoscere. Semmai è il contrario, è in atto una forma di genocidio culturale, che tende a rendere omogenee due realtà, quella romagnola e quella emiliana, molto diverse tra di loro (complimenti alla RAI per la sua informazione obiettiva, per nulla faziosa… è una battuta ovviamente, oltre alla censura sull’Autonomia, se essa parla di Romagna, lo fa poco e male).

Bologna ha sempre combattuto contro la Romagna, è la storia che si ripete; solo che se prima lo faceva con le armi ora lo svolge con quell’arma più insidiosa e perversa che è la politica. Quella di liberarci dall’oppressione di chi occupa la nostra terra è un impresa che necessita dello sforzo di tutti, perché si tratta di sconfiggere non solo chi ci governa (alcuni soggetti che si dicono di “sinistra”, contrari all’autonomia solo per potere tutelare i loro interessi), ma anche chi si dovrebbe opporre, una destra che non mantiene le promesse e scende a compromessi con chi dovrebbe combattere (vedi ad esempio il loro affare Seabo-Hera).
Non c’è niente da fare, la costituzione della Regione Romagna è l’unico modo concreto per fare valere i nostri diritti, in quanto nel Consiglio Regionale a Bologna i nostri rappresentanti saranno perennemente in minoranza come numero. A questo si aggiunge che mai i nostri politici locali si sognerebbero di obiettarsi a certe scelte, altrimenti non verrebbero ricandidati dalle loro federazioni le quali decidono sulle strategie politiche, insomma tacciono per una squallida questione di poltrone.
Resta il fatto che, finchè saremo in minoranza (per una questione demografica) gli emiliani faranno dei soldi dei romagnoli sempre ciò che vorranno; la grassa Bologna può togliersi i suoi sfizi, mentre la Romagna in certi settori è ancora ferma all’800. Insomma…dobbiamo pagare e zitti !!!

Noi ROMAGNOLI non lo possiamo accettare, siamo sempre stati ribelli, e lo saremo anche stavolta, non ci fermeremo dinnanzi a nessun ostacolo, agiremo con tutti i mezzi, finchè finalmente non riusciremo a raggiungere l’obiettivo di comandare in casa nostra.

 

- MONARKA -