Rubriche - La Nostra Romagna

Finalmente ci risiamo, ritorna il “derby”, quello vero.

Dopo 9 anni la squadra della ROMAGNA , il Cesena, si ritrova a battersi contro quello che fu un tempo chiamato “lo squadrone che tremare il mondo fa”, il Bologna, squadra dal blasone antico e dal declino moderno.

Sono passati i tempi d’oro stile anni ’20-’30 targati prima Schiavio e poi Puricelli, e più di 40 anni da quell’ultimo scudetto giocato in uno spareggio secco contro l’Inter di Herrera che aveva appena conquistato la Coppa dei Campioni, squadra quella nerazzurra quindi spompata e che in quegli anni se perdeva uno scudetto poi lo vinceva l’anno dopo, mentre per il Bologna non abituato a competizioni internazionali e quindi ben più riposato si trattava di fare la partita della vita perché un’occasione così non sarebbe più tornata (in quella squadra figuravano calibri come Nielsen, Bulgarelli, Haller e Pascutti, altri giocatori, altri tempi..).

Ora non rimane che una società caduta in disgrazia, che a partire dagli anni ’80 ha dovuto sottostare a una categoria a lei più adeguata come città qual’è la serie B, e che non sazia di stupire ha subito anche l’onta di giocare 3 stagioni in serie C.

Ricordo anche i vari commenti dei giornalisti filobolognesi, che dal TG/Rai Regionale fino a quelli più locali, alla notizia che il Bologna non sarebbe stato ripescato, affermavano che  comunque avrebbe dovuto aspettare solo un anno per tornare a giocare in serie A, con quella loro sborrata tipica di chi si crede una razza superiore. Poveri illusi, mi sa tanto che per quest’anno anche i soli playoff se li dovranno sudare.

Il primo “derby” alla Fiorita in serie A si è tenuto il 17 marzo 1974 (l’andata al Dall’Ara finì a 1-1) e lo stadio della Fiorita era stracolmo; io purtroppo non ero presente per volontà divina.

L’ A.C. Cesena negli anni ’70 era la società emergente, la nuova realtà del calcio italiano, squadra di una città che assomigliava più ad un grosso paesone dalla vocazione prettamente rurale (di lì a qualche anno sarebbero sorti certi colossi di settore, come Technogym o TreviPark, solo per fare qualche esempio), che aveva appunto nell’ortofrutta da esportazione il suo punto d’eccellenza.

Essa rappresentava (e tuttora il primato rimane) la massima espressione del calcio romagnolo, simbolo di riscatto di una terra dalle questioni irrisolte, che si scontrava con la grassa Emilia, terra senz’anima che cominciava a raccogliere i frutti di un’autonomia a noi negata sul nascere ( le regioni sono nate ufficialmente solo qualche anno prima, nel 1970).

I pronostici avrebbero fatto immaginare un risultato senz’altro più favorevole ai felsinei, la spiazzante logica del calcio giocato invece sancì un altro verdetto: 3-0 per il Cesena (goal di Ammoniaci, Orlandi su rigore e Bertarelli), bolognesi muti e a casa umiliati.

Mi manca il non aver vissuto quella magica atmosfera allo Stadio della Fiorita, con un grande presidente, Dino Manuzzi, a vegliare quella squadra frutto di un progetto modesto ma razionale, e proprio per questo estremamente efficace.

Se il termine “derby” potrebbe risultare inappropriato, proprio perché in questo caso si tratta d’incontro tra due squadre di regioni di fatto differenti, me lo si lasci passare, anche solo per il fatto che comunque il Bologna perlomeno una certa tradizione calcistica in passato l’ha avuta.

Sospendo una volta tanto il mio ecumenismo romagnolista, per constatare ciò che è evidente,  e cioè che altre società che romagnole lo sono veramente, come il Rimini o il Ravenna, uscite fuori in tempi più recenti, prima di raggiungere i risultati del Cesena ne devono ancora da fare di strada.

Non c’è bisogno di un gran giro di parole, spero che quella di sabato oltre che una bella gara sul campo (Bologna permettendo, fanno quello che possono..), sia uno spettacolo anche da parte dei tifosi, con coreografie degne di un derby, magari facenti riferimento fieramente al nostro essere romagnoli. Loro senz’altro saranno carichi, noi di certo non possiamo essere da meno.

Comunque vada sugli spalti, l’importante è che il Passatore lo metta in culo a Balanzone !!!

 

- MONARKA -