Rubriche - La Nostra Romagna

7) Com’è la produzione industriale in Romagna ?

La produzione industriale in Romagna è a “basso sviluppo tecnologico” e ciò si riflette sia sul tipo di occupazione che sul piano di esportazione. In Romagna s’importa manodopera dequalificata e di conseguenza non si è in grado di rispondere positivamente alle esigenze di lavoro dei giovani laureati e diplomati. Con tutto questo, i contributi regionali per l’incremento tecnologico, continuano a penalizzarla.

8. Come funziona l’Università in Romagna ?

Tutte le province emiliane dispongono di una loro Università autonoma, particolarmente legata allo sviluppo locale. La Romagna dispone della presenza di quanto sul piano universitario passa Bologna, anche se le Istituzioni locali hanno sinora speso quasi 200 miliardi di vecchie lire in ordine ai Poli universitari. La cosa più grave è che da Bologna non è giunta ancora la ricerca, con la sperimentazione, e i docenti abitano altrove.

9. Come viene sfruttato il Porto di Ravenna ?

Il Porto di Ravenna continua ad essere sottoutilizzato. Manca di adeguati collegamenti viari e ferroviari, nonché di sistematiche opere di miglioramento. A suo tempo venne battezzato “regionale” senza mai divenirlo. Infatti, i territori a nord di Bologna si servono sistematicamente dei Porti liguri e toscani. La Regione Emilia-Romagna ha aiutato tutto ciò concorrendo a migliorare le necessarie traverse appenniniche.

10. Come funziona la ferrovia in Romagna ?

La Grande Velocità Ferroviaria si è fermata a Bologna. L’intero territorio romagnolo è servito da tratte e materiale rotabile inadeguate. E ciò a prescindere dalla non marginale considerazione che la Romagna gode di un territorio fortemente turistico. Mancano collegamenti e coincidenze adeguati per i grandi centri e i capoluoghi di provincia dispongono di fermate cervellotiche. Vi sono tempi di percorrenza incredibili e gli stessi pendolari si trovano costantemente in grosse difficoltà.

11. Può esserci un  “Tavolo Romagnolo” o un “Sistema Romagna” senza la Regione Romagna e il riconoscimento dei suoi confini ?

In alternativa all’obiettivo Regione Romagna, si sta avanzando l’ipotesi di un “Tavolo Romagnolo” o un “Sistema Romagna”, nel convincimento di unire le forze. Ma per la trasparente volontà delle “zone forti emiliane” non ne è venuto fuori  nulla.

La situazione è addirittura aggravata con l’accezione delle gloriose Municipalizzate di Romagna (gas, acqua, nettezza urbana, ecc.). Alla Holding Hera di emanazione e di elezione bolognese, la quale, pure continuando ad operare in regime di monopolio e con prevalente capitale pubblico, e più sensibile agli utili ed alla Borsa che alla bontà ed economia del servizio. In compenso, nelle molte decine di società della citata Holding si sono piazzati con indennità da favola, tanti “attivisti” di partito, altrimenti disoccupati.

La vicenda Hera ha coinvolto anche l’Invaso romagnolo di Ridracoli, realizzato negli anni Sessanta e Settanta ed il risultato è che si è tornati dopo 40 anni in Romagna a bere una costosissima “acqua di falda”.

12. Che fine sta facendo la favolosa Riviera Romagnola ?

Il “turismo balneare” della Riviera Romagnola è in forte crisi.

La materia è di totale pertinenza regionale, ciò che è servito in primo luogo a portare a Bologna la direzione del comparto, a moltiplicare i pretesi supporti promozionali e gestionali, con tante chiacchiere, ma senza idee nuove, nuove infrastrutture, nuove misure di natura ambientale, adeguati supporti finanziari, ecc.

Scarsa ed inadeguata cura  è stata posta alla qualità del mare, alla scomparsa di molte spiagge, alla perdurante estrazione di enormi quantitativi di metano davanti alle coste.

Non si è neppure prestata attenzione a quanto nel frattempo faceva la nuova e vecchia concorrenza.

Con furore ideologico si è cancellato il “logo Riviera Romagnola”, con le varianti Rimini, Riccione, Cattolica, Cesenatico, Cervia-Milano Marittima, ecc. esistente da oltre un secolo e fortemente introdotto soprattutto in Europa.

E tutto  è stato di punto in bianco, battezzato “Riviera Adriatica dell’Emilia-Romagna” creando prevalentemente confusione ed indifferenza. Si sono spesi miliardi di lire per inviare i cosiddetti “Velisti per caso” a propagandare la citata Riviera nelle coste dell’Australia, della Polinesia ecc. con risultato zero.

E tanto per dimostrare la concretezza e la serietà dei proponimenti si è anche pensato e fatto qualche viaggio in Cina. Si è così andati allegramente verso un dramma difficilmente riparabile.

 

(tratto dal settimanale “La Romagna”)

 

- MONARKA -