Rubriche - La Nostra Romagna

 Imola

Che dire di questa bella città, della quale si parla sempre troppo poco ? Senz’altro va chiarito che essa è una roccaforte della Romagna, vittima di un “errore” storico che la vorrebbe far credere emiliana.

Essa è conosciuta a livello internazionale  per il suo circuito automobilistico, intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, dove ogni si svolge ogni il Gran Premio di San Marino di Formula 1. Dai più giovani è conosciuta in quanto ogni anno d’estate vi si svolge un festival musicale sponsorizzato da  una famosa birra che con il tempo ha saputo crearsi un immagine abbastanza rinomata.

Ma nell’immaginario collettivo della gente, soprattutto di quelli di una certa età, Imola, era la città dei matti, proprio perché qui vi sorgeva un Manicomio Civile, poi soppresso con la Legge Basaglia del 1978.

Transitando ci si accorge di essere di nuovo a casa, perché per chi proviene da nord, dalla triste Emilia,  è questa la prima città romagnola di un certo rilievo ad incontrarsi lungo il tragitto; qui dove l’aria è già diversa, al viandante assettato non si serve più acqua da bere,  ma un bel bicchiere di vino, rosso magari. Non per niente a pochi chilometri vi è Dozza, grazioso paese con un borgo medievale cinto da una cerchia muraria con case dalle pareti esterne dipinte da vere e proprie opere d’arte di artisti internazionali, ha sede nella Rocca l’Enoteca Regionale. E proprio a Imola ogni anno vi  si svolge il Baccanale, importante manifestazione gastronomica, che proprio richiamandosi al Dio Bacco, ha per attore principale il vino, con molti dei suoi vari accostamenti con i sapori della buona tavola.

Imola è sempre stata luogo di grossi fermenti politici, così come tutta questa nostra terra.

Fu proprio un romagnolo imolese, Andrea Costa (proprio colui al quale è dedicata la curva dei tifosi del Bologna) che nel 1882 fu eletto deputato nel collegio di Ravenna diventando così il primo deputato socialista nel parlamento italiano.

”Forum Cornelii”, così si chiamava ai tempi dell’impero romano la romagnolissima Imola, la quale si trovava lungo la via consolare Aemilia che univa Piacenza a Rimini. Essa fu scippata da Bologna nel 1859 il cui circondario prima di questa data apparteneva a Ravenna, e venne da essa scambiata con il circondario di Lugo, che prima apparteneva amministrativamente a Ferrara (Romandìola o Romagna d’Este).

Imola, già cantata nella Divina Commedia da Dante come la città di Santerno (dal nome del fiume che la bagna), ai tempi delle lotte tra guelfi e ghibellini ha sempre dovuto difendersi dagli attacchi bolognesi, alleandosi con altre città romagnole.

Imola ha un centro storico ben conservato e dall’aspetto regolare, del quale anche Leonardo da Vinci ha disegnato una mappa; centro ricco di monumenti storici, il più rappresentativo dei quali  si può dire senz’altro la Rocca Sforzesca, anch’essa fortificata da Leonardo nel 1499 su richiesta di Cesare Borgia, dopo che quest’ultimo aveva assediato la città.

Imola,  e così tutta la Romagna, è sempre stata culla di un attivo fermento politico, a partire da quello anarchico (romagnoli, teste calde….), ma anche repubblicano e progressista.

Ultimamente a Bologna i politicanti  si sono inventati il “comprensorio imolese”, un inutile carrozzone burocratico non previsto dalla Costituzione, che in pratica comporta sprechi e serve a ben poco, comprendendo al suo interno  i comuni emiliani di Castel San Pietro Terme, Medicina e Castel Guelfo, che con la Romagna non hanno nulla a che fare.

Mera propaganda, con la scusa di una presunta maggiore autonomia, intendono negare i veri confini amministrativi di quel territorio, tenendo l'imolese ancora più imbrigliato alla loro provincia.

Sarebbe stato invece molto opportuno creare la provincia di Imola-Faenza, capace di autogovernarsi meglio, gravitando già questo territorio in quello che è il sistema romagnolo.

E intanto in altre regioni, dove si è valutato ce ne fossero i requisiti per poterlo fare, sono nate altre province, come Monza, Fermo e Andria-Barletta-Trani, in Sardegna che è una regione a statuto speciale sono addirittura raddoppiate.

Qui si respira, proprio per l'ambigua condizione di trovarsi sotto la provincia emiliana di Bologna (la cui politica è quella di rendere Imola un suo quartiere-dormitorio), ancora più forte l'orgoglio romagnolo, e da qui può partire la riscossa per quel circa 1.100.000 abitanti che da sempre desidera comandare a casa propria.

Una menzione particolare questa città doveva averla (anche se ho detto poco nulla delle peculiarità che ha, un vero imolese se vuole può aggiungere altro), in modo da ripetere migliaia di volte a chi ha un po' di confusione in testa un concetto ben chiaro e semplice: Imola è Romagna !!!

 

- MONARKA -