Rubriche - La Nostra Romagna

E cosi siamo di nuovo in campagna elettorale, io sinceramente non ne sentivo la mancanza, visto che di slogan se ne sentono comunque anche senza che ci sia la necessità di andare a votare. Già qualche settimana fa mi è giunta a casa per posta, così come immagino a tutte la famiglie di questa pseudoregione che non riconosce noi romagnoli, una “simpaticissima” pubblicazione che ricorda tanto quella che alle elezioni politiche nazionali del 2001 un “simpaticissimo” signorotto brianzolo inviò decantando le sue doti di “uomo che si sarebbe fatto da solo” ( … sì, con il culo degli altri ! ).

Il bello è che questo corposo depliant della Regione Emilia TRATTINO Romagna ricorda un pò quei cinegiornali da Ventennio Fascista dell'Istituto Luce, un bel mélange di propaganda dove vengono snocciolati numeri a caso, senza citare ovviamente le autorevoli fonti da dove sono stati tratti, figurarsi… non si sa mai che a qualcuno del popolino cieco ed obbediente gli venga lo sfizio di volere verificare la veridicità di questi dati.

La cosa più palese che ho notato è stata quella di fregare sul numero dei suoi abitanti. Essi non sono 4.101.324 come loro vorrebbero far credere, dato che potrebbe essere verosimile se ricavato da una possibile stima, bensì 3.983.346 come risulta dal Censimento ISTAT 2001. Questo dato non è da sottovalutare, perché anche se non aggiornato a fine 2004, è quello utile per poter chiedere un aumento dei consiglieri regionali.

Aumento dei consiglieri regionali ??!!! Ma chi sarà a volerlo, saranno forse quei cattivoni dei romagnolisti a volere aumentare ulteriormente i costi dell'amministrazione pubblica ??? Proprio il contrario, a volere questo sono proprio quei politicanti che dipingono noi del MAR come dei sovversivi che attentano all'unità d'Italia. Quelli che… “ah ma la Regione Romagna sarebbe troppo debole, e poi sarebbe un costo troppo esoso per i cittadini”… intanto nel silenzio totale dei mass-media (che tirano l'acqua al molino del potere e non si fanno scrupoli di guardare quale partito comandi), stanno facendo di tutto per portare i consiglieri regionali da 50 a 67, con 13 assessori della giunta non eletti direttamente dai cittadini ma che saranno nominati.

Tutto questo per fare occupare altre poltrone promesse agli amici di colui comanda a Bologna, coloro che gli danno per forza ragione, colui che predica austerità e poi è il primo di una gerarchia che spreca risorse delle quali noi romagnoli non possiamo godere. E se ci può essere una giunta di centro-sinistra che appoggia i suoi affari, vedo allo stesso tempo un centro-destra qui a livello locale, oltre che pressoché inesistente e disorganizzato, anche alquanto taciturno a riguardo dell'autonomia. Certo, a parole si dicono favorevoli, quando si tratta di prendere qualche voto in più sono capaci di fare tutte le facce di questo mondo. Poi se si va a controllare, ci si accorge che a Roma solo la Lega Nord, si è impegnata per darci questo benedetto referendum mediante l'introduzione di una norma transitoria che è stata fatta sull'esempio della Regione Molise.

Con una differenza molto più democratica, e cioè che a differenza del Molise, saranno i cittadini a decidere votando (e non politicanti a capo di consigli comunali dello stesso colore che obbediscono ad ordini dei loro superiori per convenienza), ed è inoltre più rigoroso, perché sancisce che per la formazione di nuove regioni in un'Italia Unita e Federale ci sia il limite minimo di 1.000.000 di abitanti, quindi fatto ad hoc per la Regione Romagna. A meno quindi di clamorosi sabotaggi all'apparato della legge sulla Devolution, entro 5 anni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale andremo a votare. Siccome la guerra per l'autonomia si combatte soprattutto qui in Romagna, e per vincerla occorre rimuovere i troppi steccati mentali dettati dall'ignoranza (senza offesa per nessuno, ignoranti siamo tutti, io per primo), personalmente di questo coerente impegno ne terrò conto.

Il problema piuttosto, lo ripeterò fino allo sfinimento, non è né di destra né di sinistra al potere, ma è dettato dalla paura irrazionale in questo stupendo paese che è l'Italia di muoversi veramente per un cambiamento. Entrambi gli schieramenti dicono di volere fare riforme su riforme, poi noto che sia l'Ulivo che il Polo (o l'Unione e la Casa delle Libertà, come più vi piace) preferiscono restare su atteggiamenti conservatori, ci pensano bene a cambiare le cose pur di non perdere il loro potere. E allora noi romagnoli digeriremo anche queste elezioni regionali, noi che nonostante tutto manteniamo ancora un alto senso civico.

Purtroppo mi sembra di notare però che stiamo cominciando anche noi a perderlo adeguandoci al brutto andazzo della nostra società in generale, vivendo la politica un pò troppo passivamente.

E qui m'incazzo, perché chiunque è stanco dell'operato dei propri rappresentanti, non dovrebbe delegare ad altri il proprio futuro e quello dei propri figli, ma darsi da fare in prima persona, secondo le proprie capacità, buttandosi in politica. Non importa poi l'ideale in cui si crede, quello che sarà il colore del partito in cui si può rispecchiare, non è mai troppo tardi per darci la sveglia noi tutti, e non lasciarci comandare da un branco di delinquenti !!!

 

- MONARKA -