Rubriche - La Nostra Romagna

La cosa che non riuscirò mai a capire è perché esistono ancora persone (anche se una minoranza, essa è rumorosa), alle quali viene dato anche sin troppo spazio mediatico (senza rispetto di Par Condicio), che masochisticamente si ostinano a rinnegare le proprie radici. L’amare la propria terra è visto da taluni come qualcosa di cui vergognarsi, come fosse un segno di chiusura mentale, quando invece, al contrario, è segno di grande apertura culturale, di educazione alla tolleranza verso l’altro. Personalmente ritengo che riconoscendo dapprima la propria identità storico-geografica, si imparano poi ad apprezzare le diversità di questa nostra stupenda umanità.

Il problema temo stia a monte, ed è quello di un paese con uno scarso senso civico, che grida allo scandalo solo quando si va contro ai propri interessi personali, e manca piuttosto in ognuno la volontà altruista di combattere per qualcosa di nobile che possa avvantaggiare tutti.

A questo si può aggiungere il paraocchi del colore politico, che spinge a fare l’esatto contrario dell’avversario, anche quando si è nel torto.

La democrazia è un valore importante, per il quale i nostri padri hanno combattuto e sta ad ognuno difenderla; di essa sempre più spesso se ne parla a sproposito, e vedo nei partiti che dovrebbero rappresentare i cittadini, tutti i partiti (ma in particolar modo mi pare di notare, in quelli che da entrambe le parti hanno l’elettorato più numeroso) una bieca strumentalizzazione, in quanto poi di fatto sono le segreterie dei partiti a decidere senza nemmeno consultare i propri iscritti.

Ebbene bisognerebbe ricordare che la stessa democrazia è tale quand’essa si applica in maniera integrale, anche quando va a discapito di pochi noti.  Mi sembra inutile gridare al regime solo quando fa comodo, soprattutto quando non esiste un’alternativa che nei fatti dimostra di comportarsi in maniera onesta, macchiandosi invece degli stessi difetti che critica.

Non si risentano gli elettori onesti che votano a sinistra e sono in maggioranza assoluta favorevoli per la creazione della Regione Romagna (e io mi considero uno di quelli), ma è un fatto che in consiglio comunale a Cesena sia stato presentato un documento stilato da alcuni partiti contro l’istituzione della nuova regione. Il fatto grave non è tanto quello di essere contrari (siamo in democrazia , ognuno è libero di pensarla come gli pare), ma il fatto che questo documento è stato votato senza alcun dibattito pubblico, senza che si sentisse il parere degli stessi iscritti a questi partiti; in pratica è stato imposto dall’alto, da poche persone già elette.

Non dobbiamo rassegnarci finchè la Romagna non sarà libera, le menzogne che vengono metodicamente propinate alle “masse votanti” vanno combattute, perché vi sono troppi loschi figuri che speculano sull’ignoranza. E qui io m’incazzo, perché mi sembra di notare il tentativo di cancellare la Romagna ed emarginare i romagnoli, tenendoli perennemente in minoranza, affinché non possano opporsi alle scelte di una parte egemone, e al fine di legittimare un potente baraccone gestito dall’ennesima lobby, per l’appunto l’EMILIAromagna (e sappiate che già con il nuovo statuto regionale vogliono eliminare il trattino, eliminando ogni distinzione, quando in sede di Costituente doveva essere “Emilia e Romagna”, e la Romagna stessa sarebbe dovuta diventare regione alla stessa maniera del Molise).

Non mi rassegno ad essere una delle tante pecore di un gregge, che vota privo di una coscienza critica, vittima di un sistema marcio che non responsabilizza né i politici tantomeno i cittadini.

La Regione Romagna si farà, perché la storia deve andare avanti progredendo e non regredendo, restituendo a questa terra ciò che le è stato precluso nell’unita d’Italia, è giunta quindi  l’ora che questa anomalia nazionale venga risanata. Ma io sono un solo individuo, con tutti i miei limiti, ciò che mi auspico è che i romagnoli tutti uniti si diano da fare in maniera attiva, senza distinzione ideologica, facendo qualcosa di concreto, facendo pressione su chi ci dovrebbe rappresentare.

Una volta raggiunto l’obiettivo sarà così grazie al contributo di tutti, a prescindere che siano di destra o di sinistra; questa è innanzitutto una battaglia civile che va vinta, e le etichette politiche sono purtroppo allo stato attuale l’ostacolo più grosso.

 

- MONARKA -