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Giochiamo in casa

marco20miglia appartiene a quella categoria di tifosi che partecirebbe a qualunque partita del Cesena, ma non ne ha la possibilità abitando a centinaia di km da cesena. Jailbreak., invece, a quella categoria che non entra al Manuzzi pur avendolo a poche centinaia di metri da casa. Dalla sinergia di questi due individui riparte la rubrica 'Giochiamo in casa', che racconterà le loro emozioni inerenti alle trasferte del Cesena. Un unico comune denominatore: l'amore incondizionato per la maglia bianconera.

Profondo Sud, o forse no

Rubriche - Giochiamo in casa

Storia di ordinaria malavita riprese negli ultimi mesi dai quotidiani locali di una provincia profondamente compromessa con la criminalità organizzata.

-Per tutta l’estate è stato uno stillicidio di attentati incendiari a bar, ristoranti e pub sui lungomare. Oggi si scopre che un noto costruttore, non denunciò il 25 maggio scorso quello che gli inquirenti ritengono un vero e proprio tentativo di estorsione a colpi di lupara contro la sua auto. Ma lui continua a sostenere che si trattò «di uno scherzo» ed ha negato di aver pagato denaro. Il costruttore sarebbe stato vittima di un tentativo di intimidazione perché non voleva far lavorare imprese del movimento terra `amiche´ dei due arrestati per spostare massi dalla cava di C. nei pressi della quale venne compiuto l’agguato, al porto turistico di V. attualmente in costruzione. Secondo l’accusa i due avrebbero percepito un pizzo di un euro e mezzo a tonnellata, pari a 6.750 euro alla settimana (€ 27.000 al mese).

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O con noi, o contro di noi.

Rubriche - Giochiamo in casa


Per molti è stato solo uno slogan da vivere solo durante i 90’ di partita. Per la maggioranza benpensante il pretesto per non allacciare i rapporti con il mondo ultras. Per una fetta di Curva Mare queste poche parole hanno racchiuso lo spirito di appartenenza ad una categoria che per decenni ha rappresentato uno dei punti di aggregazione più importanti della Romagna. Bastava pronunciare il nome ‘Curva Mare’ e gli occhi di quelle persone si riempivano di vita, pronte a sormontare ogni ostacolo per tenere alto l’onore e la storia di questo piccolo mondo. Un intreccio di pensieri, parole, sentimenti, paure, sacrifici e passioni vissute in un’unica armonia a difesa di un’unica ragione: la maglia bianconera. Ad ogni costo.

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You'll never walk alone

Rubriche - Giochiamo in casa
Esistono momenti della propria vita che rimangono scolpiti nella memoria. Più passa il tempo e più questi ricordi segnano il destino del nostro presente, costruendo le basi per il nostro futuro. Fin da piccolo la gioia di essere cesenate l'ho condivisa con una persona che giusto 19 anni fa ci ha lasciato, sconfinando in quel limbo etereo di palpabile presenza. Lo scritto che segue è il fedele resoconto di quello che è successo oltre 23 anni fa, ma che è stampato nella mia mente insana con gli stessi particolari e la stessa dovizia di quei giorni. Mi basta chiudere gli occhi per sentire ancora la sua voce, vedere il suo sguardo, apprezzare il suo modo di vivere. Ciao G., la tua morte mi ha reso più forte. Onorare il tuo essere è la mia ragione di vita. Riposa in pace, ultras.

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A chi lotta per un ideale e per la propria libertà.

Rubriche - Giochiamo in casa


Catania

Poco prima di atterrare te lo trovi come per incanto ad occupare la visuale dell’oblò dell’aeromobile, in tutta la sua imponenza. L’Etna vigila la città di Catania come un mastino pronto a mordere dopo giorni di digiuno, prendendosi cura del destino di una Terra magnifica e, allo stesso tempo, vissuta da un popolo in netta contrapposizione con il modo di vivere a cui siamo abituati. Basta la parola ‘Catania’ per mettere a disagio un tifoso bianconero che ha avuto la possibilità, almeno una volta, di assistere ad una partita del Cavalluccio al Cibali. Il periodo pre-raciti ha visto splendere la tifoseria etnea di luce propria, rimbalzando in ogni angolo d’Italia con un orgoglio e una cattiveria fuori da ogni schema logico. Ho sentito spesso in questi anni la epica frase ‘non ho mai avuto tanta paura di morire come a Catania’ in numerosi partecipanti alla doppia trasferta di qualche anno fa, in particolare riferimento all’anno dei play-off di Castori. Nonostante qualche decennio di vita di curva ribadisco ancor oggi il concetto di quella sensazione avuta dai 180 partecipanti a quella sfida durata, per noi, solo il secondo tempo.

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Da Piacenza a Roma

Rubriche - Giochiamo in casa


29 Maggio 1994.
Forlì, Frazione San Tomè. In una splendida giornata più estiva che primaverile, un’accogliente casa di campagna, fa da cornice al pranzo del matrimonio di mia cugina.
Ogni occasione per venire in Romagna mi rende euforico, il matrimonio di Grazia e Mario e la possibilità di conoscere la loro piccola Anita, decuplicano la mia euforia.
Inoltre c'é anche l'occasione di assistere dagli spalti del Manuzzi ad una partita che potrebbe far da viatico al ritorno in serie A del Cesena.
L’eccellente servizio di catering ha anche il vantaggio di esser più veloce del classico pranzo al ristorante, così che appena le circostanze lo rendono possibile saluto gli sposi, trascino in macchina la mia entusiasta fidanzata e via di corsa sull’Emilia in direzione Cesena.

Il passaggio attraverso “e mont spaché” mi il ricorda mio cugino Pino che il destino ha strappato ai suoi cari qualche mese prima di quel Maggio ’94. Ho ancora in mente le sue parole durante quello stesso tragitto percorso nel Settembre 1987 per l'esordio in A contro il Napoli: “... e poi sai é arrivato anche uno straniero, è slavo, gioca nel ruolo di libero; sembra che sia davvero bravo”.
Oggi probabilmente mi avrebbe detto: “e poi sai abbiamo anche un italiano”…

Io ed Antonella arriviamo allo stadio quando Cesena e Cosenza si stanno fronteggiando da più di mezz’ora.
C’è ancora un solo posto in palio per la serie A, se lo contendono Padova e Cesena a pari punti mentre mancano due giornate alla fine. L’ultima noi l’andremo a giocare a Firenze, mentre loro andranno a Bari; il destino davvero imprevedibile, porta entrambe le contendenti a giocare l’ultimo match fuori casa contro le prime due della classe, già sicure della promozione. Le avversarie di oggi invece, Cosenza e Palermo, sono in piena lotta per la salvezza.
Sarebbe stato impossibile prevedere un finale di campionato più sadico di questo, ma il destino di li a poco ci avrebbe serbato un supplemento di sofferenza ancor peggiore.

Entriamo in grada e ci accorgiamo che la tensione in campo, come sugli spalti è altissima. Mi sembra di tornare indietro di 4 anni alla mia precedente apparizione al Manuzzi (Cesena Verona 1-0); ora come allora la posta in palio impedisce ai nostri di pensare e di agire, ne risulta un gioco prevedibile e le poche volte che riusciamo a far breccia nelle linee difensive avversarie, la porta sembra stregata.
L’esperienza già vissuta contro gli scaligeri mi aiuta a sopportare meglio quella sensazione di vuoto che aleggia nello stadio ed a tener viva la speranza che anche questa volta alla fine un Agostini qualsiasi (che sia Hubner, Scarafoni o addirittura Scucugia, poco importa) s’involi, palla al piede verso il portiere avversario trafiggendolo inesorabilmente per l’esplosione di gioia di un’intera città.
Medri, Scucugia, Dolcetti, Scarafoni, Hubner & co. cozzano ripetutamente contro il ferreo catenaccio del quale spesso fa parte integrante anche la loro unica punta, Marulla.
Il tempo passa e la partita non si sblocca, un orecchio teso alla radiolina del mio vicino per sapere se il Palermo magari fa il colpaccio a Padova.
Chissà se DadyPD in quel momento era all'Appiani. Magari anche lui con gli occhi sul campo e le orecchie alla radiolina. Me lo immagino mentre........
Minuto 61’: 'E' Cesena ad intervenire', - annuncia Ezio Luzi dalle onde medie di Tutto il Calcio Minuto per Minuto - 'incredibilmente il Cosenza si e' portato in vantaggio con una rete di Marulla. Ribadisco, dopo un quarto d'ora nella ripresa, al Manuzzi, Cesena zero, Cosenza uno, linea a chi stava parlando'.



30/5/2010.

Forlì, parco urbano. Sono passati 16 anni ed un giorno, Anita tra non molto sarà maggiorenne. Da quel 29 Maggio 1994 le sono rimasti solo gli occhioni azzurri ed i lunghi capelli biondi, il fisico invece si è trasformato in quello di una nuotatrice di syncro.
Mio figlio, rincorre a perdifiato un coniglio selvatico insieme al suo cuginetto interista (ma da quest'anno simpatizzante del Cesena, datemi tempo... ). Noi siamo stesi sul prato a rilassarci.
Io devo apparire evidentemente meno rilassato degli altri anzi addirittura assente ed i miei pensieri devono essere così trasparenti che Antonella, senza colpo ferire mi da il consenso di essere teletrasportato da Grazia sino al casello dell’A14.
Poco dopo LouRenz con la sua beavers-car atterra, mi raccoglie e decolla immediatamente con rotta Dino Manuzzi sfrecciando sull'A14 in mezzo a centinaia di auto con sciarpe e bandiere bianconere fuori dai finestrini.
Prima di entrare nel Tempio vengo preso in consegna dalla beavers-triade che mi scorta dentro lo stadio, dove finalmente La FestA, quella vera e sincera, ha inizio.
16 anni ed un giorno dopo, il cerchio finalmente s'é chiuso.


Dall’archivio del Corriere della Sera 30 maggio 1994:

Campionato serie B 1993/94, 37a giornata
In frantumi il sogno del Cesena.

Un solo tiro e il Cosenza vince. Romagnoli sconfitti: il Padova ha un punto di vantaggio

DAL NOSTRO INVIATO CESENA . E la fine di un sogno per il Cesena, che ha perso con il Cosenza e il braccio di ferro con il Padova, spianando ai veneti la corsa all' ultimo posto disponibile per la A, a 90' dalla fine. Il Padova, pareggiando con il Palermo, ha compiuto un altro piccolissimo passo verso la promozione. Il Cesena, che si trovava nella stessa situazione di classifica, e' stato sconfitto in casa dal Cosenza e ora, con un punto da recuperare, avrebbe bisogno di un miracolo... Bolchi finge di crederci: "Matematicamente non siamo fuori dalla lotta. Vedremo cosa combinera' il Padova a Bari". Ma l' ostacolo che si frappone sulla strada del Cesena si chiama Fiorentina. Vero e' che la forza del Cesena si esprime fuori casa dove ha vinto gia' sette volte. Sperare non costa niente, ma il Cesena ha buttato via la serie A perdendo quattro volte sul proprio campo e sempre nel girone di ritorno contro Brescia, Ravenna, Verona e Cosenza. Quest' ultima sconfitta rischia di essere fatale. Contro il Cosenza si e' visto il solito Cesena che sa rendersi pericoloso solo in contropiede. Ma che sia giornata storta lo si vede subito dopo quattro minuti, quando Hubner tira sul portiere e l' idea si rafforza al 16' quando Scugugia si vede deviare la conclusione in angolo da un disperato tentativo in scivolata di un difensore. Riprova il Cesena con Scarafoni al 26' e al 39' , ma trova uno Zunico attento. La ripresa si apre con l' occasionissima di Scugugia al 3' che davanti al portiere tira a lato. Nel calcio chi sbaglia paga. Il Cosenza che fin li' aveva fatto muro a centrocampo, tenendo in avanti il solo Marulla, sempre sovrastato dai difensori cesenati, pesca il jolly al 16' . Fiore lancia dalla trequarti Marulla che dal limite dell' area batte Biato. Sara' l'unico tiro in porta, ma molto importante perche' da' la sicurezza della salvezza al Cosenza. Al 37' , viene espulso Monza per una manata sul viso di Medri. Il Cesena carica fino all' ultimo minuto in superiorita' numerica. Solo nel finale Zagati aveva due buone occasioni ma, dopo un tiro fuori, l' ultima botta finiva sul palo. Nel Cesena da salvare Medri, Scugugia e Teodorani.

Marco20miglia


Roma

Quando la tempesta comincia a pressare il parco e gli invitati decido di levare le tende. Il matrimonio mentalità è stata una scusa per vedere un sacco di brutte facce e per passare con loro un allegro pomeriggio. Mi sono perso la cerimonia in Chiesa causa lavoro. A vedere i novelli sposi agghindati a festa credo di essermi perso un notevole spettacolo. Lei è splendente, nel suo abito lungo bicolore, avvolto da un sorriso innamorato. Lo zio è fiero come non mai. Il primo matrimonio nato nei deliri di CIB si è svolto nella sobria e deliziosa cornice di una giornata afosa e spensierata. Non è da tutti riunire allo stesso tavolo cesenati, bustocchi, ravennati, veronesi e, giusto un po’ più in là, una riminella verace. Così diversi, così uguali. Nessun tesserato al mio tavolo, giusto un webmaster e compagna abbandonati insieme ai coniugi titorito nel tavolo disgrazia (13) di fianco al nostro. Tante chiacchiere e diversi brindisi accompagnati dal consueto bacio di rito, aspettando una torta che non arrivava mai. Fino a quando Eolo non è comparso come ospite a sorpresa. C’era da aspettarsi che non si sarebbe perso questo matrimonio. O forse ci ha semplicemente avvisato che era ora di andare a casa. Gli sposi non potevano sapere che il giorno delle nozze corrisponde ad un altro evento straordinario. La prima partita del Cesena in serie A dopo 19 anni. La prima partita del Cesena in serie A con la Tessera del Tifoso, che tante divisioni e isterismi ha provocato. Soprattutto la prima trasferta da clandestini degli ultras bianconeri, in una città come Roma che non brilla certo in ospitalità ai tifosi ospiti. E’ tutto il pomeriggio che li penso con ammirazione. Non sono arrivate brutte notizie finora. Meglio così. La trasferta è ancora lunga e irta di ostacoli. Mentre mi avvicino alla moto che mi riporterà a casa di Billie capisco che non sarà un viaggio di piacere. I ruggiti del vento aumentano ad ogni secondo e anche se devo fare solo pochi km la vedo difficile.

Appena parcheggio tra i platani della Vena ringrazio tutti i miei angeli custodi. Credo di essermi giocato tre vite e decine di bonus in una sola mandata. Sono tutto segnato dagli oggetti volanti spinti con violenza da un vento che mi ha costretto a fare il cavalcavia di Valverde spingendo a mano il bolide. Adesso è piena tempesta e superato il pericolo del rientro me la gusto fino in fondo, assaporando i sapori di fine estate mossi a mulinello in tutta la via. Al momento c’è solo una scala che ci divide. E il mondo mi sorride in vortici d’amore.

‘Sono già sposato con il Cesena Calcio’. E’ sempre stata la mia risposta a chi mi chiedeva se volessi o cercassi dei legami seri. Molto difficile spiegare il concetto a chi non vive per la maglia bianconera. Soprattutto è stato impossibile sopportare le mie assenze nei fine settimana, tanto che sono stato scaricato numerose volte da presunte donne innamorate più del sentimento che di me. Billie Joe è diversa. Lei mi capisce. Eh si, dopo una vita ho trovato una donna che mi capisce e mi accetta per quello che sono. Sono un uomo fortunato. Ma non è per questo che io l’amo. Cioè, non solo per questo. Oltre che essere incredibilmente dolce sa graffiare quando serve. Entro in casa e dopo un mega abbraccio mi accorgo quanto mi è mancata. La prima partita del Cesena in serie A dopo 19 anni e tutte le pugne che sono seguite al 30 maggio passano in secondo piano. E’ la prima volta che mi dimentico di una partita del Cesena dal 1985. Tutto ha un gusto diverso, quando hai già tutto quello che ti serve rinchiuso in una stanza.

Vedo le immagini della partita la mattina seguente su CIB e leggo con interesse i commenti sulla partita. Un piccolo insultino a bogdani mi è volato via senza volerlo, ma un pareggio a Roma fa comunque la storia. Il bolognese si è esaltato anche questa volta e la parata su De Rossi è stata da scuola del calcio. Un esempio di professionalità e di competenza. Giaccherini può diventare uno dei top 11 della storia del Cesena. Una prestazione ottima che fa ben sperare per il futuro, soprattutto in vista dei rinforzi che campedelli deve ancora prendere. La divisione tesserati e ultras è sempre più netta e apprendo di qualche squallido comportamento da entrambe le parti che alimenta le differenze. Era preventivabile, anche se mi auspicavo il contrario. Cerco tra le foto e i video di CIB e quando capisco che per scelta gli autori non pubblicheranno il settore dei non tesserati cerco notizie sui siti dei tifosi romani. Finalmente trovo una bella foto degli ultras bianconeri e riferimenti a nuovi daspati romani, ma non per il consueto giochino della puncicatura. Bene.

Mi viene anche difficile scriverlo, ma mi sono emozionato di più ad un Lumezzane-Cesena sotto il diluvio. Il ritorno in serie A mi è passato via senza ansie prepartita e senza appagamento finale. Analizzando questo aspetto constato tre verità: 1) questo calcio e i sostenitori di questo calcio mi hanno nauseato al punto da farmi passare la passione di andare allo stadio; 2) il Cesena, ora, è la seconda cosa a cui penso la mattina; 3) è più facile andare in serie A che trovare una cartina al matrimonio di un bustocco. Mentalità.

Jailbreak.

A Billie Joe, l’unica cosa che brilla.

 
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