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Il calcio nel sedere

LA SAGA BIANCONERA - I° PARTE

Rubriche - Il calcio nel sedere

(poemetto epico sull’A.C. Cesena spa)

ANTICO TESTAMENTO

Nell’anno Domini 2010, un giovane tifoso del Cesena chiese al genitore di raccontargli la saga bianconera di cui aveva sempre sentito parlare e che si narra venga tramandata oralmente di padre in figlio dal lontano 1940 con gli opportuni aggiornamenti. Tante volte il ragazzino aveva espresso l’agognato desiderio ma papà aveva sempre rimandato il racconto posticipandolo ad un’età in cui il figliolo avrebbe potuto capire ed assimilare il verbo del cavalluccio.

Ormai il Natale 2010 si stava avvicinando ed il pargoletto della Curva Mare era cresciuto e aveva acquisito la giusta maturità per apprendere i contenuti del poemetto.
- Babbo, mi racconti la saga bianconera ? Fammi questo regalo di Natale !
- Sì figliolo, credo tu sia pronto. Non sei più un bimbo nell’età dell’innocenza: è ora che tu sappia chi siamo veramente. Allora comincio dalle origini.

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LA SAGA BIANCONERA - II PARTE

Rubriche - Il calcio nel sedere

(poemetto epico sull’A.C. Cesena spa)

NUOVO TESTAMENTO

- Babbo, adesso mi racconti il resto della storia. Stanotte ho sognato il bisonte Darione, il fondatore Alberto, il Condor, Piraccia, il lanciere Giampiero, il grande Osvaldo, O-Dino, Edmeo, il niibelungo Walter e tanti altri. Il Cesena segnava a raffica e sugli spalti stavamo impazzendo.
- Nel mondo ideale il Cesena è la squadra migliore del mondo ma purtroppo siamo incatenati a questa realtà che, pur piacevole, non ci vede così trionfanti. Devo riportarti coi piedini a terra.
- Va bene babbo. Però ricomincia a raccontare. Ormai siamo all’attualità.

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La tessera del mafioso

Rubriche - Il calcio nel sedere

Bisogna averli i Maroni. E noi per fortuna li abbiamo. La situazione degli stadi stava prendendo una china pericolosa. La struttura calcio cominciava pericolosamente a mostrare segni di cedimento quando si è messo il primo puntello con Pisanu: per uno con un cognome del genere raddrizzare la torre del football è stato uno scherzo. Poi al nonno che entrava allo stadio dopo anni di assenza è stata dura spiegare che, pur giocando alle 12,30, i tornelli non erano tortelli e il prefiltraggio non serviva per l’olio. Disagio, rabbia, incredulità. Ma finalmente i tormenti potranno avere quiete. L’ultima idea è di quelle destinate a dare una vera svolta in un mondo che non vuole saperne di estirpare le sue vetuste tradizioni.

Torniamo ai Maroni. Non basta più lo struscio, bisogna renderli operativi. Gli spermatozoi sono idee che viaggiano ad alta velocità, magari disastrando il territorio in cui passano e lasciando talvolta frutti indesiderati. Eppure non vorremo mica pensare di arrestare il progresso, di rifilargli un Daspo e rimanere indietro rispetto alla concorrenza. Lo spettatore è un cliente, attratto dal brand, fruitore del merchandising e per il pianeta calcio il business diventerà lo stadio. Vedo già le facce perplesse di quei bacchettoni da curva: “Allo stadio ci siamo sempre andati”. Sì, ma non per fare shopping, per il beauty-center, per la kinder-house, per il brunch, il lunch, l’happy-hour, il gala-dinner e il fast-food. L’impianto va fruito per tutta la settimana, con tutta la famiglia e se vuoi portare il cane ti daranno anche la dog-sitter. Intorno si costruiranno tanti appartamenti con materiali di ultima generazione: case vere per poter guardare dalla finestra ciò che ti accende la passione. Alla prima scossa tellurica cadranno ma la loro forza sta in questo: niente più macerie che ti piovono in testa, solo briciole che ti si infilano dappertutto ma che poi, una volta raccolte, torneranno riutilizzabili come un novello Lego. Tutto questo potrà essere fatto senza particolari problemi di fila o prevendita. La password che ti consentirà di entrare nello stadio dei balocchi ha già un nome, che per quanto suoni sinistro, porta in dote una dignità costruita da anni di onorata presenza sul territorio. La volevano chiamare tessera del tifoso ma se la tua ragazza o il tuo criceto non sono tifosi come potranno apprezzare il mondo delle meraviglie ? L’affiliazione ad un’organizzazione prevede dei rituali, un senso di appartenenza che i colori sociali, troppo dipendenti dall’andamento dei risultati, non possono garantire; la certezza che tu non potrai cambiare idea e tradire o pentirti. Totò Riina, Bernardo Provenzano e tanti altri hanno suggerito un modello da imitare. Il modello inglese va bene dentro lo stadio ma fuori è il modello siciliano che va preso ad esempio. Un modello che da anni funziona splendidamente, fa incassare montagne di danaro, controlla il territorio meglio di chiunque altro e si compenetra nel tessuto sociale in maniera profonda. La tessera del mafioso. Stupido non averci pensato prima. Per il rilascio non occorrono requisiti speciali: è sufficiente un bacio ad un tifoso della stessa squadra davanti a due stewards che fanno da testimoni mentre chi ha la fedina penale sporca potrà lavarla baciando le mani al presidente di Lega o della F.I.G.C. (a scelta). Da quel momento stringi un legame indissolubile con tutto ciò che gravita attorno al calcio e potrai finalmente godere delle innumerevoli facilitazioni connesse. Subito riceverai i primi gadgets in omaggio: una coppola nera, uno scacciapensieri, un block-notes per i pizzini ed un bel kalashnikov di ultima generazione. E allora guarderai con orgoglio quei cialtroni rimasti fuori, che magari si ostinavano a voler vedere la partita urlando, sbraitando, cantando. Loro sono il passato. La tessera del mafioso ti consentirà di ottenere abbonamenti a prezzi stracciati con le pay-tv, di assistere da spettatore ai processi sportivi televisivi e da imputato successivamente prosciolto per prescrizione a quelli penali. Ti sarà permesso accedere ai centri commerciali di Lecce, Torino, Padova, Brescia, eccetera, dando magari un’occhiata alla partita che si sta disputando.

Di più. Potrai allacciarti senza pagare bollette a luce, gas, telefono, costruire una casa abusiva sull’arenile di Pinarella, incaprettare il tuo antipatico vicino di casa, collocare quel rompicoglioni del barista in una colata di cemento, aprire bische clandestine, spacciare droga e intraprendere tante altre rispettabili, anzi onorate, attività. La tessera del mafioso ti eviterà ogni problema al momento di chiedere permessi, licenze, appalti. Amici, con la tessera del mafioso non dovremo avere paura più di nulla: il calcio è davvero cosa nostra !


A cura di - ZORRO -

 

Il Cesena è la Juventus della serie C

Rubriche - Il calcio nel sedere

 

Negli ultimi tempi nell’ambiente cesenate circola una voce alquanto simpatica e su cui si discute non senza accenti seriosi. Il più famoso mezzobusto televisivo nostrano (mezzobusto nella sua interezza, non perché inquadrato parzialmente dalle telecamere) Luciano Poggi va dicendo che il Cesena è la Juventus della serie C.
Non appena l’affermazione si è diffusa per la Romagna sono arrivati puntuali i commenti. Tralasciando il grande partito degli anti-juventini che subito sono rimasti disgustati dal paragone ed omettendo pure coloro che non amano l’ossigenato anchor-man di Erreuno TV (Passato ora a Teleromagna), occorre dire che la sparata non sembra azzardata.
Pensiamoci bene. Potremmo assegnare le stimmate di madama ad un club con maglia rossonera ed un passato senza troppi squilli ?
Credo che, senza offesa, la Lucchese debba star fuori dalle papabili.
Bacino d’utenza e palmares indurrebbero a prendere la via di Padova. Del Piero è un prodotto del vivaio patavino e la città euganea ha un’aura che richiama l'atmosfera della città sabauda, nebbia inclusa. Ma le tante vicissitudini societarie, il percorso altalenante e le maglie biancorosse ci portano lontano dalla continuità di risultati e di conduzione familiare della Juve.
Il Pisa ha le maglie nerazzurre e l’abitudine a perdere le partite decisive dei play off: ciò significa che il parallelo più calzante è con l’Inter.
La Reggiana ha fatto tre soli anni di serie A nella sua storia di cui uno regalatole dalla generosità del Milan.
La Spal è scomparsa da secoli dal calcio che conta e nulla fa presagire un celere rilancio.
Lo Spezia è da secoli impantanato in serie C.
Rimane il Cesena.

Ma soprattutto ci sono tanti, troppi elementi che inducono a sottoscrivere l’affermazione di Poggi. Come a Torino anche qua è da sempre una famiglia a detenere le leve del comando. Facile il parallelo coi colori, bianconeri per tutti e due. Poi i giocatori: nella Juve c’è il talentuoso Miccoli, nel Cesena il talentuoso Piccoli. Le società: la Juve è quotata in borsa, il Cesena è quotato al monte dei pegni. L’allenatore Marcello Lippi è un ex cesenate. Un’altra prova si è aggiunta quando all’arrivo di Pestrin Castori ha sentenziato che era arrivato il Davids del Cesena. Ed infine la dimostrazione più grande ed indiscutibile: nella Juventus c’è Luciano Moggi. A Cesena abbiamo invece Luciano Poggi. La differenza è lievissima, quasi impercettibile, praticamente un dettaglio. Ed entrambi hanno a che fare con Lucio. Moggi vuole portare a Torino Lucio del Bayer Leverkusen, Poggi ha portato Lucio di Cesenatico al cimitero. Minuscole inezie che non mettono in dubbio la verità poggiana.

Ora che il teorema è dimostrato tutti potrete dire senza timore: “Il Cesena è la Juventus della serie C”.
 
A cura di - ZORRO -

 

Il Cesena a Bill Gates ?

Rubriche - Il calcio nel sedere

 

Una notizia bomba sconvolge il calcio mondiale ed italiano in particolare.
Il magnate americano Bill Gates, fondatore e titolare della Microsoft, vuole acquistare il Cesena.
L'uomo più ricco del mondo è stato colto da un'improvvisa passione per il calcio. E siccome è uno che ama le sfide più complicate, ha chiesto ai suoi collaboratori quale fosse il campionato più difficile del mondo.
Gli è stato risposto che era quello italiano. Magari non il più bello ma senza dubbio il più impegnativo sotto tutti i punti di vista. Ci si aspettava la scalata ad una delle società di vertice del nostro calcio ed invece mister Gates ha detto che la sua sfida era comprare una provinciale, magari nelle serie inferiori, e portarla lassù, al top del soccer mondiale. Insomma vuole fare come con la sua azienda: dal niente alla massima ricchezza.

Valutati e soppesati con oculatezza i clubs appetibili per impianti, bacino d'utenza, ambiente, la scelta è caduta sul Cesena.
I tifosi bianconeri sono passati moralmente dalle stalle alle stelle e tutti si aspettavano che Lugaresi lasciasse con gioia ed immediatezza il titolo sportivo al miliardario statunitense. Invece il vice presidente Manuzzi ha dichiarato che se Bill Gates vuole il Cesena deve prima entrare nell'azionariato diffuso e poi aspettare che maturino i tempi.
Giorgio Lugaresi ha aggiunto che è ora di finirla con la storia che loro non vogliono cedere il Cesena. Che questo Bill Gates usa il Cesena solo per farsi pubblicità ed in realtà non è interessato all'acquisto della società.
Il presidentissimo Edmeo ha detto che non vuole lasciare il Cesena a degli sconosciuti e per di più non romagnoli ed ancor peggio non facenti parte delle famiglie Lugaresi e Manuzzi.

Naturalmente il boss della Microsoft è rimasto allibito ma, da navigato uomo d'affari, ha capito dove stava il problema.
Ha fatto valutare dai suoi commercialisti tutta la situazione economica del Cesena.
Appurati 10 milioni di Euro di debiti, ha detto che li avrebbe ripianati in un batter d'occhio pur di rimanere unico proprietario e di ingaggiare Foschi come direttore generale.
Il "Giallo", giunto immediatamente da Palermo a piedi per lo sciopero dei trasporti, aveva già pronta una lista di giocatori da acquistare, ma i padroni del Cesena hanno espresso ulteriori riserve.
Secondo il loro parere Gates sta bluffando, vuole solo usare la società bianconera come grimaldello per entrare nel calcio italiano e soprattutto ritengono che l'offerta sia inadeguata. Edmeo continua a dire che se proprio Giorgio vuole lasciare deve dare il Cesena ad uno stretto parente, meglio se Michele.

Giulio Benedetti, presidente del Centro coordinamento Clubs ha dichiarato ufficialmente che il C4 ha troppa stima dell'attuale proprietà e troppa paura di salti nel buio per poter avallare l'operazione. In un comunicato ha ribadito che il C4 ringrazia i Lugaresi ed i Manuzzi di esistere e che tutto quello che loro faranno sarà fantastico e meraviglioso.

Le notizie dell'ultim'ora danno Bill Gates in un'osteria di Bertinoro. Starà meditando su una nuova offerta ? Starà ubriacandosi per dimenticare ? Starà pensando di acquistare il Bertinoro ? Starà cercando di comprarsi l'intera Romagna ? Non si sa.
Dai giornali locali sembrerebbe che la trattativa si sia arenata per mancanza di serietà del magnate a stelle e strisce. Ai poster distribuiti dal C4 l'ardua sentenza.

 
 
A cura di - ZORRO -

 
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